Genova, quei 10 euro a container che fanno litigare Assagenti e Psa

“Il problema c’è e non è nato ieri – commenta il presidente degli agenti marittimi, Paolo Pessina -. Ma al di là delle motivazioni contesto il metodo. Quando l’ho ricevuta mi sembrava uno scherzo. Non si può non avvisare nessuno e inviare una lettera la sera della vigilia di un giorno festivo”

Il terminal Psa di Pra'

di Monica Zunino

Genova – Il terminal Psa di Genova Pra’ è in questi giorni letteralmente «soffocato» dai container parcheggiati sui piazzali. La situazione è diventata insostenibile, tanto che lo stesso terminal ha scritto ai clienti spiegando che così è difficile operare secondo gli standard abituali e da lunedì scatteranno le misure per cercare di ridurre la congestione e tornare alla normalità. Si tratta, a dire il vero, di una situazione che si sta materializzando in diversi scali in tutto il mondo, a valle dell’ingorgo logistico che per tutto il mese di dicembre, anche e non solo per i problemi legati alla pandemia, ha rischiato di mettere al tappeto le consegne fondamentali di fine anno.

A Pra’ il terminal ha messo nero su bianco una lunga direttiva. Il primo punto, per smaltire la quantità anomala che si è accumulata, è che da lunedì gli operatori di Psa non accetteranno più ulteriori container in export oltre a quelli già prenotati per tre servizi di linea che hanno già all’interno del terminal i container da caricare sulle prossime navi, e successivamente sarà fatta l’accettazione settimana per settimana con ciascuna compagnia per arrivare alla normalizzazione.

Inoltre da lunedì le compagnie di navigazione dovranno pagare un sovrapprezzo, temporaneo, di 10 euro al giorno per teu (equivalente di un container da 20 piedi).

I terminal portuali, d’altra parte, hanno una capacità di stoccaggio limitata, non sono attrezzati come depositi, ma concepiti in modo che i container ruotino, mentre oggi invece di cinque giorni restano anche fino a 18 giorni. In questo periodo non è un problema solo di Psa Pra’, ma accomuna molti porti, come quello di Capodistria, ad esempio, che a sua volta ha esaurito gli spazi.

«La giacenza media nella seconda parte dell’anno è raddoppiata mettendo a rischio l’intera operatività del terminal», scrive ai clienti Psa Genova Pra’. I problemi, come era prevedibile, sono legati a quello che sta succedendo nel mondo dei trasporti marittimi a livello mondiale, all’imprevedibilità dell’arrivo delle navi e al positivo picco dell’export che prosegue.

Nella lettera il terminal spiega che c’è il tema del mancato rispetto delle schedule di arrivo delle navi, per cui affluiscono al terminal container che saranno poi imbarcati su navi successive e non su quelle in partenza nell’immediato. E a questo si aggiungono le difficoltà collegate al Covid, con la forza lavoro ridotta a causa dell’aumento generalizzato dei contagi, fra personale positivo e in quarantena (circa il 20 per cento).

Ma la mossa del terminal con la lettera ai clienti inviata ieri che elenca le misure adottate per il ritorno alla normalità non è piaciuta agli agenti marittimi, che avrebbero voluto prima un confronto per trovare insieme una soluzione. «Il problema c’è e non è nato ieri – commenta il presidente di Assagenti, Paolo Pessina -. Ma al di là delle motivazioni contesto il metodo. Quando l’ho ricevuta mi sembrava uno scherzo. Non si può non avvisare nessuno e inviare una lettera la sera della vigilia di un giorno festivo, senza un confronto con le associazioni di categoria e non penso che le decisioni le abbiano prese ieri. È una questione che interessa tutta la catena logistica».

Per questo, secondo gli agenti marittimi, serve un tavolo sotto l’egida delle istituzioni: «Credo che occorra un tavolo all’Autorità di sistema portuale con terminalisti, agenti, spedizionieri e tutti i soggetti che lavorano con il mondo dei container, per trovare una soluzione per affrontare questo problema – prosegue Pessina -. Nel merito dico solo che a febbraio c’è il Capodanno cinese, per cui l’export è fondamentale per tutti, rischiamo di perdere occasioni».

Tornando alle misure annunciate da Psa-Genova Pra’ «per tornare a livelli di efficienza e produttività» è previsto anche che verrà richiesto l’invio delle liste di imbarco «entro e non oltre» 48 ore prima dell’arrivo in banchina della nave. E c’è anche un capitolo che riguarda i contenitori vuoti: «Lo stoccaggio sarà esclusivamente riservato alle unità di sbarco previste in transhipment o in ricarico su treno». —

©RIPRODUZIONE RISERVATA