Benvenuti (Culmv): “Mi ricandido per evitare ai soci un salto nel buio” / INTERVISTA

“L’applicazione delle azioni del piano da parte dell’Adsp e del ministero e il rapporto con i terminalisti che non sono più quelli di 30 anni fa ha bisogno di essere affrontato dall’interno. Ma il programma è fatto”

Aldo Spinelli con Antonio Benvenuti

di Monica Zunino

Genova – La squadra del console è pronta e sarà presentata domani alla sala chiamata. Sette nomi: Antonio Benvenuti più due vicepresidenti e quattro consiglieri per portare avanti in continuità la linea tracciata di risanamento e messa in sicurezza della Compagnia Unica. Benvenuti ha aspettato che Silvano Ciuffardi, viceconsole uscente, ufficializzasse la sua discesa in campo con una lista alternativa in vista delle elezioni fissate per il 18, 19 e 20 gennaio, e ora fa la sua mossa, sottolineando la scelta di ricandidarsi per il quinto mandato per senso di responsabilità per non lasciare a metà un cammino con problemi ancora aperti.

La lista è al completo?
«La presenterò domani pomeriggio ai soci insieme al programma, ma non è un’assemblea, vogliamo parlare a chi è già orientato con noi, parleremo la stessa lingua. Convocheremo alla Chiamata coloro che vogliono approfondire. Se mi ricandido è perché non vorrei far fare salti nel buio ai soci. Aspettavo che ufficializzassero dall’altra parte la scelta di una candidatura alternativa. Ora si gioca e chi vince vince».

Il programma?
«Abbiamo lavorato per predisporre una messa in sicurezza della Compagnia attraverso un rapporto diretto con l’Autorità portuale, che è un rapporto di applicazione delle normative a tutela della stabilizzazione della Cumv a fronte di un piano di riorganizzazione e risanamento, con un dare e avere, e attraverso gli accordi con i terminalisti. Il grosso risultato sono due bilanci in pareggio nonostante le giornate in calo con il Covid, e con il fatto che abbiamo fatto accordi diretti con i terminalisti senza conguagli, sulla tariffa di equilibrio».

È il fatidico piano.

«Sono risultati che consentono oggi alla Compagnia di essere in piedi, se non l’avessimo fatto oggi non ci sarebbe la Compagnia. Quindi non dovremo ora fare un altro piano. Dobbiamo proseguire quel piano, che ci siamo votati all’unanimità nelle assemblee. Un altro non è previsto».

C’è un po’ di malumore per la riorganizzazione.
«Il percorso non è semplice ed è evidente che si è aperto un dibattito interno con i soci. Lo affrontiamo, lo abbiamo fatto anche nell’assemblea. Un gruppo di giovani, non io soltanto, che sono nella lista, ma non solo quelli, devono gestirsi i prossimi passaggi della Compagnia. L’applicazione delle azioni del piano da parte dell’Adsp e del ministero e il rapporto con i terminalisti che non sono più quelli di 30 anni fa ha bisogno di essere affrontato dall’interno. Ma il programma è fatto».

Chi c’è nella lista?
«I nomi li diremo domani. La lista rappresenta chi vuole proseguire sulla strada che abbiamo deciso insieme, votata nelle assemblee. Ci sono persone che hanno lavorato e hanno competenze».

Con sette nomi è una lista blindata?
«È il momento in cui bisogna contarsi. Secondo le nostre regole come socio puoi anche decidere di mettere un consigliere di una lista e uno di un’altra, ed è anche successo. Ma se ci sono due liste complete di sette nomi con questa contrapposizione non ha senso mischiarle. Chiederemo ai soci di assumersi la responsabilità di un voto che sia A o B».

Una scelta di campo.
«Può sembrare presuntuoso, e a qualcuno potrà anche non piacere, ma chiederemo ai soci di scegliere una o l’altra lista perché se metti insieme due pezzi diversi riproduci una contraddizione che è emersa adesso e non si può lavorare con chi ha un’impostazione diversa. A qualcuno potrà non piacere ma un socio deve assumersi le sue responsabilità. Mettiamo i soci davanti a una scelta. Chi va fuori si assume anche la responsabilità di cercare di dividere la Compagnia».

La lista di Ciuffardi si intitola “Innovare per mantenere” e riporta una citazione del Gattopardo “Se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi”. Cosa ne pensa?
«Io vado avanti diritto come un fuso, non mi servono Tancredi e il principe di Salina che rappresentano i conservatori, reazionari, che volevano mantenere i loro privilegi. Noi dobbiamo cambiare mantenendo le nostre radici, come ci siamo detti nel piano. Questa è la Compagnia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA