Elezioni nella Culmv, nomi e programmi dell’inedita sfida tra il console e il vice

Genova - Da ieri, la sfida è ufficialmente aperta: le due liste unitarie di candidati per gestire la Compagnia unica dei lavoratori portuali di Genova sono pronte per le elezioni dal 18 al 20 gennaio. Silvano Ciuffardi aveva già fatto la prima presentazione della sua lista venerdì ai soci in servizio al Psa Terminal di Pra’, ieri in una riunione a San Benigno, Antonio Benvenuti ha presentato la sua lista

di Alberto Quarati

Genova - Da ieri, la sfida è ufficialmente aperta: le due liste unitarie di candidati per gestire la Compagnia unica dei lavoratori portuali di Genova sono pronte per le elezioni dal 18 al 20 gennaio. Silvano Ciuffardi aveva già fatto la prima presentazione della sua lista venerdì ai soci in servizio al Psa Terminal di Pra’, ieri in una riunione a San Benigno, Antonio Benvenuti ha presentato la sua lista (i nomi di tutti i candidati nelle schede a fine articolo), quasi contemporaneamente alla conferenza stampa ai Magazzini del Cotone organizzata da Ciuffardi per illustrare pubblicamente le linee guida del programma, e per spiegare all’esterno della Compagnia una rottura con gli schemi dei trienni passati, nei quali alle elezioni per il rinnovo del cda tutti i soci possono votare, tutti i soci sono votabili, ma in linea di massima chi sarà il console già lo si sa. Tra i nomi più conosciuti messi in campo dal console Benvenuti, certamente quelli di Luca Ledda, già oggi vice-console insieme a Ciuffardi, e poi Francesca Ceotto, già prima donna nel consiglio di amministrazione della Culmv e ora candidata a essere la prima vice-console. In squadra anche Luigi Cianci, che oggi è il coordinatore del Consiglio dei delegati della Culmv e rappresentante dei lavoratori portuali alla Commissione Consultiva dell’Autorità di sistema portuale. Ciuffardi gioca invece la carta di Franco Marenco, esponente del Partito democratico (oggi però rientrato in Compagnia dal distacco politico) già presidente del Municipio Centro Ovest di Genova e candidato vicepresidente nella lista di Raffaella Paita alle elezioni regionali del 2015.

Candidato vice, insieme a Massimilano Mongiardino c’è Ubaldo Romairone, portuale di lungo corso, in passato anch’egli in cda, entrato in Compagnia all’epoca del console Giovanni Agosti. Trattandosi di elezioni per dirigere una cooperativa, è chiaro che nelle linee dei due candidati ci siano differenze, ma anche diversi punti di contatto. Ciuffardi ieri ha precisato che il piano di risanamento non si tocca: è stato votato dai soci, è in vigore fino al 2024, e da quello la Compagnia non può prescindere. E ovviamente nel programma di Benvenuti la prosecuzione del piano è fondamentale: in particolare, gli strumenti finanziari partecipativi messi a disposizione dell’Autorità di sistema portuale dovrebbero poter coprire anche partite pregresse alla loro istituzione.

Un altro punto di contatto sembra essere la formazione: la scuola interna alla Culmv dovrebbe essere estesa anche alle figure amministrative. Idea condivisa dal viceconsole-sfidante, che aggiunge come nei prossimi anni il porto sia destinato a cambiare profondamente: questi cambiamenti non vanno rincorsi, ma la scuola dovrebbe essere organizzata per anticiparli. Vincolata dal piano di risanamento e dalle rigidità dell’articolo 17 della legge portuale che la governa, la Culmv non ha un campo di manovra esteso: per questo la partita si giocherà anche su questioni politiche, di approccio alla comunità in cui la Compagnia è inserita. Ciuffardi lancia il sasso sulla questione del peso specifico della Culmv in porto, facendo l’esempio dei depositi chimici: «È stato deliberato un iter che porterà allo spostamento in porto, a Ponte Somalia, degli impianti di Multedo. Questo ci costerà 10-12 mila giornate di lavoro all’anno, che allo stato attuale non sappiamo come e dove potremo recuperare: eppure il nostro piano di risanamento è fatto proprio di giornate lavorate. Ecco, in una decisione di questo genere, la Compagnia doveva essere sentita. Vorremmo sederci ai tavoli non solo per chiedere, ma anche per proporre». E poi il tema del sociale: ieri il viceconsole ha chiarito che questo è un valore fondamentale della compagnia, «ma non può diventare un modo di vivere. Al centro prima di tutto, ci deve essere il lavoro».

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