Pessina: “Senza la nuova diga Genova dovrà rinunciare alle navi da 20.000 teu” / INTERVISTA

“Nodo ferroviario, Terzo valico, lavori in autostrada sono tre situazioni diverse con cui il porto e i traffici hanno ormai imparato a convivere, perché non ci sono alternative”

Paolo Pessina, presidente di Assagenti

di Monica Zunino

Genova – Per il 2022 le aspettative sono positive sul porto di Genova, con l’auspicio di traffici in crescita e l’avvio della nuova diga foranea; mentre con i cantieri, anche quelli autostradali, porto e traffici hanno imparato giocoforza a convivere. Paolo Pessina, presidente di Assagenti, l’associazione degli agenti marittimi di Genova, fa il punto all’inizio del nuovo anno su attese e temi aperti, compreso il nodo del trasferimento dei depositi chimici di Superba e Carmagnani da Multedo a Ponte Somalia, nel cuore del porto.

Depositi chimici. Siete favorevoli al trasloco?
«Dico un’ovvietà: dove sono ora non ci devono stare. Il trasferimento a Ponte Somalia è una possibilità, siamo d’accordo se c’è prima di tutto la sicurezza della navigazione - oltre a quella dei lavoratori e degli abitanti - perché non si possono mettere a repentaglio gli altri traffici del porto. Ma penso che nessuno sia così pazzo da fare una scelta di questo tipo senza avere una garanzia di sicurezza maggiore rispetto all’attuale. Portare lì i depositi chimici incrementerà i traffici del porto di Genova, rispetto a quelli attuali di quella tipologia che ora sono a Multedo, quindi ci saranno più lavoro e occupazione».

Le altre proposte avanzate per Ponte Somalia?
«Hanno presentato progetti alternativi le imprese che hanno già depositi chimici in porto e questo indica che il business è interessante. Come per le rinfuse, se si vuole si trova spazio per tutti».

Il 2022 sarà l’anno dell’avvio dei cantieri della nuova diga. Un passo avanti?

«È l’augurio di tutti. È più che necessaria per mantenere le tipologie e la quantità di traffici attuali del porto e poterli incrementare. Senza la diga non potendo arrivare le navi da 20 mila teu il porto perderebbe traffici e sarebbero vanificati i milioni di investimenti pubblici sul nodo ferroviario e il terzo valico perché mancherebbe un pezzo fondamentale nel puzzle della catena logistica. E oltre a consentire l’ingresso delle grandi navi la diga servirà per mantenere e alzare il livello di sicurezza del porto».

Come sarà il 2022 per il porto di Genova e per gli agenti marittimi?
«Nonostante il Covid e le difficoltà oggettive, probabilmente avremo un incremento dei traffici perché la situazione è abbastanza stabilizzata e la ripresa dell’Italia, più elevata rispetto al resto d’Europa, ci fa ben sperare di tornare forse sopra i livelli pre-Covid. E sarà positivo di conseguenza per gli agenti perché c’è stato un incremento su tutti i tipi di merci anche rinfuse e tramp».

Le ricadute dei cantieri per le infrastrutture preoccupano ancora?
«Nodo ferroviario, Terzo valico, lavori in autostrada sono tre situazioni diverse con cui il porto e i traffici hanno ormai imparato a convivere, perché non ci sono alternative. La priorità deve essere la ferrovia e quindi il completamento del nodo ferroviario, poi Terzo valico e il resto. Questo permetterà di decongestionare le autostrade».

I noli scenderanno?
«La situazione si è stabilizzata su un livello alto. Non prevediamo ulteriori incrementi, ma sicuramente neppure una diminuzione nel corso del 2022».

Un desiderio per il 2022?
«Il mio auspicio è: maggiori investimenti da parte degli imprenditori e un aumento dei traffici grazie al disegno che è stato fatto per il porto. Sono ottimista, gli investimenti pubblici attireranno anche investimenti privati».

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