Cosulich punta sui terminal: Patto con Arkas alla Spezia

«È forse l’ultima opportunità sul mercato italiano: i terminal sono ormai in mano ai grandi gruppi, ma Tarros è rimasto indipendente e ha grandi potenzialità». Augusto Cosulich è tornato da poco dalla Spezia

di Simone Gallotti

Genova - «È forse l’ultima opportunità sul mercato italiano: i terminal sono ormai in mano ai grandi gruppi, ma Tarros è rimasto indipendente e ha grandi potenzialità». Augusto Cosulich è tornato da poco dalla Spezia, ultimo lembo di espansione del gruppo. Questa volta l’imprenditore genovese si è alleato con Lucien Arkas per conquistare la banchina di Tarros, uno dei due moli container dello scalo guidato da Mario Sommariva: «Entriamo rilevando il 50%, mentre l’altra metà rimane ad Alberto Musso che oggi controlla il 100% della società terminal del Golfo» annuncia Cosulich. E per il genovese si tratta di un quasi esordio nel business: «Molto tempo fa eravamo presenti in piccola parte nel multipurpose nel capoluogo, ma questa è un’operazione diversa». Cosulich acquisirà una quota minoritaria del 10%, mentre il 40% finirà nelle mani di Arkas, il miliardario turco di 77 anni che guida un impero del mare che ha scricchiolato negli anni passati ma che ora, grazie al boom dei noli, è risorto. E questa grande liquidità ha permesso adesso di accelerare i piani di sviluppo del terminal. La pratica era infatti bloccata, in una situazione di stallo simile a quella dei vicini di banchina, il gruppo Contship.

Con l’ingresso di Cosulich e Arkas arriveranno anche i soldi per potenziare il terminal: «In totale, compresi gli investimenti, parliamo di un’operazione da circa 100 milioni di euro» dice Cosulich. L’imprenditore genovese da tempo rappresenta in Italia la compagnia marittima del magnate turco e i rapporti tra i due sono «di profonda amicizia». Così quando sono atterrati a Genova con il jet privato, Lucien Arkas e suo figlio sono stati accolti da Cosulich che li ha portati alla Spezia a cena, così da poter limare i dettagli per la riunione decisiva del giorno successivo. Il primo passaggio è consistito in una comunicazione informale all’Authority portuale guidata da Mario Sommariva («Attendo comunicazioni ufficiali» spiega il presidente del porto).

In un colpo solo però La Spezia potrebbe superare i due scogli che stanno bloccando l’espansione dei due terminal container: «Abbiamo parlato con il presidente e ci siamo subito trovati: vogliamo investire nel porto che anche grazie a lui sta cambiando» dice Cosulich. Anche sul fronte Contship potrebbero arrivare già bei prossimi giorni notizie positive con il raggiungimento di un accordo sul percorso che sbloccherebbe gli investimenti nella principale banchina commerciale.

NEL MIRINO ANCHE IL GNL
«Non ci sono solo i container» dice ancora Cosulich. Alla Spezia infatti l’imprenditore genovese è pronto a creare la base per il rifornimento di Lng, il carburante pulito del trasporto marittimo. «È il luogo ideale, grazie anche al terminal Panigaglia» spiega Cosulich. Così dal Golfo potranno partire le bettoline per rifornire le navi, sia da crociera sia commerciali, di tutto l’alto Tirreno. La Fratelli Cosulich intanto continua a crescere. Le aziende totali sono salite a 106 nel corso del 2021 e i dipendenti adesso sfiorano le duemila unità. Il fatturato rispetto al periodo pre-pandemia è in calo e arriva a 1,4 miliardi di euro. Ma l’ebitda e soprattutto gli utili sono in rapida crescita. L’ebitda sfiora i 39 milioni di euro, mentre i profitti netti superano i 28,2 milioni di euro, in raddoppio rispetto al 2019. «Merito del prezzo del bunker che è il nostro business principale - dice Cosulich - E infatti più che il fatturato, soggetto agli alti e bassi del mercati, bisogna guardare la marginalità del nostro gruppo che in solida ascesa».

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