A Genova Bettolo cresce, le code in porto anche

Il traffico cresce, e il porto paradossalmente ne soffre. L’ultimo caso di congestionamento nelle aree portuali dello scalo genovese è segnalato nell’area di San Benigno, in particolare al martedì e al venerdì mattina

di A. Qua.

Genova – Il traffico cresce, e il porto paradossalmente ne soffre. L’ultimo caso di congestionamento nelle aree portuali dello scalo genovese è segnalato nell’area di San Benigno, in particolare al martedì e al venerdì mattina. Sono i Tir in coda per accedere al Terminal Bettolo: ne bastano una trentina per formare una coda di 600 metri, un muro compatto che va dalla rotatoria al Varco Etiopia fino all’ingresso del terminale.  Non è un episodio che allarma eccessivamente gli autotrasportatori, che già – spiega Antonio Marzo, presidente della Confartigianato Trasporti di Imperia – per raggiungere devono mettere nel conto almeno un’ora extra di viaggio, viste le condizioni delle autostrade che portano al capoluogo ligure. Ma è comunque un indice di quanto sia necessario intervenire con la riorganizzazione del Nodo di San Benigno e della viabilità all’area di Bettolo: oggi il terminal fa 100 mila teu l’anno e il traffico è di conseguenza, ma è evidente che in un futuro le cose potrebbero andare peggio.

 

Il piano straordinario delle opere portuali prevede la realizzazione di una nuova viabilità in quota che permetta di collegare il varco di San Benigno fino al Terminal Bettolo, con la possibilità di un accesso diretto anche a calata Oli minerali. Questo viadotto ha anche un collegamento diretto con il varco Etiopia per consentire a chi proviene da Ponente di poter raggiungere la zona Bettolo-Oli minerali senza passare dal nodo di San Benigno, garantendo i flussi Est-Ovest.

L’opera a struttura mista acciaio-calcestruzzo, si presenterà a quattro corsie, due per senso di marcia, su un’unica piattaforma di larghezza 18,2 metri. Oltre a questi viadotti è prevista la realizzazione di un nodo in quota che permetta di smistare il traffico Bettolo e la Calata Oli Minerali, che poi si raccorda al piano banchina attraverso rampe confinate tra muri di sostegno per limitare ovviamente le occupazioni a terra, stante i numerosi condizionamenti presenti. “Continuiamo – spiega Giuseppe Tagnocchetti, coordinatore per la Liguria di Trasportounito – a pagare i costi della complessità logistica. Trovo interessante il lavoro che sta mettendo in atto alla Spezia il presidente del porto, Mario Sommariva, che con un’ordinanza ha chiesto di calcolare i tempi di carico e scarico dei camion ai terminal, sulla base dell’articolo 11 della legge 84/94, per sensibilizzare i terminalisti sul tema dei servizi all’autotrasporto”. “In questo momento sono soventi i ritardi prodotti dalle schedule delle navi – aggiunge Franco D’Artizio, segretario della Fai genovese – ed è chiaro che in questi casi si creano code in porto. Questo è un tema che riguarda Bettolo come peraltro gli altri terminal. Mi sento invece di dire che non si tratta di un problema documentale a carico degli autotrasportatori: ormai le procedure sono digitalizzate al 90%”.

E’ vero tuttavia, come segnala Giuseppe Bossa, coordinatore dell’Osservatorio Trasporto, che i sistemi ancora faticano a parlarsi: “Può capitare che su E-Port, la piattaforma informatica del porto, una nave risulti in arrivo e che il trasportatore riceva tutti i semafori verdi per poter arrivare sino a punto di scarico. Salvo poi scoprire, sul sistema operativo del singolo terminal, che in realtà lo slot assegnatoli non è ancora disponibile. Oggi in Autorità di sistema portuale ci sarà il tavolo sulla digitalizzazione, ci saranno tutti i soggetti operativi in porto. Noi chiederemo che il sistema operativo sia aggiornato in maniera contemporanea rispetto a quelli dei terminal”.

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