Dl Milleproroghe, ok alle misure in favore dei lavoratori portuali

In nottata la commissione Bilancio della Camera ha dato via libera all’emendamento al decreto legge Milleproroghe che dispone l’estensione al giugno 2022 dei sostegni per i lavoratori portuali insieme a un primo stanziamento per la creazione di un Fondo per il Pensionamento anticipato

di A. Qua.

Genova - In nottata la commissione Bilancio della Camera ha dato via libera all’emendamento al decreto legge Milleproroghe che dispone l’estensione al giugno 2022 dei sostegni per i lavoratori portuali insieme a un primo stanziamento per la creazione di un Fondo per il Pensionamento anticipato. «I lavoratori delle imprese portuali potranno godere di un’estensione delle tutele per fronteggiare l’emergenza provocata dalla contrazione dei traffici. Si tratta di un risultato molto importante raggiunto, grazie al governo nel lavoro di riformulazione degli emendamenti al Milleproroghe».

Lo dichiara Teresa Bellanova, vice ministra del ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili a proposito della norma che estende al 2022 i sostegni a favore dei lavoratori impiegati nelle strutture portuali: «Le modifiche volute dal governo - prosegue Bellanova - consentiranno di avviare il ricambio generazionale all’interno di una categoria di lavoratori che nei prossimi anni farà registrare una media anagrafica (3.000 lavoratori sugli attuali 12 mila avranno più di 60 anni), spesso incompatibile con la gravosità del lavoro svolto nei porti, e insieme di offrire una protezione economica a chi è impegnato in un settore tra i più duramente colpiti dalla pandemia. In questo modo si potranno così garantire l’integrità funzionale e l'efficienza di un tassello vitale del sistema logistico italiano, in vista della piena ripresa dei traffici una volta superata la pandemia».

“Si tratta di temi che erano già stati ampiamente discussi con il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili a favore del sistema portuale italiano. In particolare, il riconoscimento del fondo esodo per i porti che ha due obiettivi principali; accompagnare alla pensione i lavoratori fragili e nello stesso tempo favorire un ricambio generazionale - dice il presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri -. L’attività portata avanti da Assoporti, grazie all’impegno delle Autorità di sistema portuale italiane, e da tutto il cluster portuale tesa al miglioramento di alcuni aspetti del lavoro portuale ha contribuito al raggiungimento di questo importante risultato che aiuta a garantire anche la tenuta sociale del comparto in una fase di trasformazione a 360°. Fondamentale sarebbe anche un’integrazione ad hoc al provvedimento per il sostegno delle vittime dell’amianto,” ha concluso Giampieri.

«Le nostre pressioni a sostegno delle giuste cause per i lavoratori portuali hanno prodotto un primo importante risultato». Lo afferma il segretario nazionale della Filt Cgil, Natale Colombo, dopo l’approvazione questa notte in commissione Bilancio della Camera dell’emendamento al Milleproroghe sui ristori e il fondo di accompagnamento all’esodo per i lavoratori portuali. «Siamo soddisfatti - continua Colombo, che ieri aveva minacciato lo sciopero su questo tema - per la riformulazione dell’emendamento da parte del ministero, che ha riconosciuto l’importanza delle nostre rivendicazioni, recuperando la bocciatura di dicembre scorso. È un primo importante passo in avanti a favore dei lavoratori portuali per la realizzazione e il sostegno delle misure di incentivazione all'esodo al fine di favorire tutte quelle azioni utili a governare le dinamiche e i processi dei servizi e delle operazioni portuali. Ora guardiamo avanti e puntiamo al riconoscimento di queste attività tra i lavori usuranti per rafforzare l’intero ciclo delle tutele previdenziali perché gli organici dei porti possano avere un fisiologico ricambio generazionale».

«L’ok in Commissione Bilancio della Camera all’emendamento, da noi fortemente voluto, per finanziare il fondo di accompagnamento all’esodo dei lavoratori portuali è un passo sicuramente positivo che riguarda le esigenze della portualità dei prossimi anni». Così il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi. «Finalmente - prosegue - tutti i lavoratori dei porti italiani, siano essi dipendenti delle imprese e terminal ex art. 16 e 18 della L.84/94 o delle Autorità di sistema portuale, avranno pari dignità ai lavoratori dell’art.17 per i quali era già prevista questa misura. Come Uiltrasporti abbiamo sempre sostenuto l’introduzione di un meccanismo che consentisse il ricambio generazionale nelle banchine in considerazione delle caratteristiche usuranti del lavoro portuale e in vista dei processi di automazione che interesseranno sempre più il settore. Ora è fondamentale dare avvio a questo strumento congiuntamente al Piano dell’Organico porto per far fronte alle sfide che ci attendono. Vigileremo ora sull’iter di approvazione di questa norma fondamentale per l’intera portualità e continueremo a lavorare per dare attuazione a tutte quelle norme necessarie ai porti e rimaste inattuate e incomplete. Ringraziamo per l’impegno profuso, che ha determinato questo ottimo risultato, il Mims, il ministero del Lavoro, la presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati e i gruppi parlamentari che hanno sostenuto l’emendamento. Settori strategici per l’economia nazionale, come il settore portuale, necessitano di una visione di interesse del Paese, ed è pertanto assolutamente indispensabile la collaborazione tra istituzioni, forze politiche e sociali come è avvenuto in questo caso per cogliere obiettivi di sviluppo e di alto profilo».

«Accogliamo positivamente la notizia che stanotte la commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento al Milleproroghe, riconosciamo il lavoro fatto dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili che ha recepito le nostre proposte riformulando l'emendamento stesso, bocciato lo scorso dicembre». Lo dichiara Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl. «Le lavoratrici e i lavoratori di questo settore, così strategico per il sistema-Paese e che non si è mai fermato nemmeno nei mesi più duri della pandemia, hanno urgente bisogno anche di altri interventi che consentano il ricambio generazionale, come ad esempio il riconoscimento di questa attività come lavoro usurante: confidiamo che il governo faccia al più presto il necessario passo in più. Nel registrare quindi questo ricordiamo che nell’ambito della portualità esistono altre questioni aperte (come ad esempio la non più rinviabile revisione del decreto legislativo 272 del 1999 sulla sicurezza e salute dei lavoratori nell’espletamento di operazioni e servizi portuali) che, ci auguriamo, attraverso il confronto sindacale con le parti datoriali e il contributo del Mims, troveranno le giuste soluzioni».

«Siamo soddisfatti di essere riusciti a estendere tutele ai lavoratori delle imprese portuali colpite dalla contrazione dei traffici a causa della pandemia. È un aiuto concreto per la ripartenza, anche per porti che hanno meglio retto il colpo del calo dei traffici, ma che devono trovarsi nelle condizioni di affrontare la competitività connessa alla piena ripresa». Lo dichiara la presidente del gruppo Partito democratico alla Camera, Debora Serracchiani. «Per il Pd è prioritario sostenere il sistema infrastrutturale e logistico del Paese che sono una parte sostanziale della nostra economia. Con questo emendamento diamo corpo a un nostro ordine del giorno presentato alla legge di Bilancio 2021 ma soprattutto andiamo nella direzione del ricambio generazionale, della protezione dei lavori usuranti, della crescita professionale e di una sempre maggiore competenza».

Negli ultimi tempi il Pd, spiega il parlamentare ravennate del Partito democratico Alberto Pagani, ha infatti sollecitato il governo a «mettere in campo tutele» per sostenere i lavoratori delle imprese portuali colpite dall’emergenza Covid, provvedendo anche ad avviare il percorso che dovrà condurre alla protezione dei lavori maggiormente usuranti sulle banchine.

«Grazie alla riformulazione del governo chi lavora nei porti italiani potrà contare, anche per il 2022, sul supporto dello Stato per superare il grave momento di difficoltà dovuto alla pandemia». Lo dichiara Raffaella Paita, deputata di Italia Viva. «Il lavoro di Italia Viva e l’impegno della vice-ministra Bellanova hanno portato infatti alla riformulazione che garantisce due risultati fondamentali per il settore portuale. Da un lato, offrire un sostegno economico ai lavoratori per far fronte alla forte contrazione dei traffici legata al coronavirus; dall’altro, di favorire un ricambio generazionale in una categoria la cui media anagrafica rischia di essere presto incompatibile con la gravosità del lavoro svolto. Si tratta di due provvedimenti che danno una risposta importante alle necessità dei porti italiani, da noi auspicato con la presentazione di un emendamento che andava nella stessa direzione. Ringraziamo quindi ancora una volta la vice-ministra Bellanova per un intervento che garantirà a un tassello fondamentale del sistema logistico italiano di poter contenere i contraccolpi della pandemia e insieme farsi trovare più efficiente una volta che questa sarà superata».

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