«La Spezia deve investire per sopravvivere» / COLLOQUIO

«Non ho cambiato idea: occorre siano concretizzati gli investimenti pubblici e privati programmati perché mantenga la competitività. La torta dei container è la stessa per tutti in Italia, mangia di più chi ha la bocca più grande». Ultime ore da segretario generale per Francesco di Sarcina

di Laura Ivani

La Spezia - «Non ho cambiato idea su questo porto: occorre siano concretizzati gli investimenti pubblici e privati programmati perché mantenga la competitività. La torta dei container è la stessa per tutti in Italia, mangia di più chi ha la bocca più grande». Ultime ore da segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale per Francesco di Sarcina. L’ingegnere messinese, alla Spezia da ormai cinque anni, è stato nominato presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Orientale: «Ma tornerò e sarò a disposizione ancora per un periodo, su progetti che ho seguito in prima persona. Il piano regolatore del porto di Marina di Carrara, il fronte mare della Spezia, alcuni accordi collaterali sugli spostamenti. Lo devo a una realtà che mi ha dato tanto e al presidente. Questo quinquennio è stata una delle esperienze più prolifiche della mia carriera ad oggi. Difficile ma illuminante. E poi, lo dico ad alta voce, me ne vado a malincuore. Ho scoperto una zona bellissima. Chissà, in futuro. Sarebbe interessante aprire dei canali di collaborazione tra i due porti, mettendo a sistema le migliori pratiche».

Ieri Di Sarcina era ancora al lavoro, nel suo ultimo giorno nella sede di via del Molo, in attesa della notifica del decreto ministeriale. È stato il ministro in persona a comunicargli, venerdì scorso, l’avvenuta nomina. Alla Spezia prima con il presidente Carla Roncallo, poi da commissario e infine al fianco anche del presidente Mario Sommariva, il segretario generale ha lavorato in via del Molo in un periodo di grandi cambiamenti per il porto spezzino: «Fondamentali sono gli investimenti su cui si è lavorato in questi anni. Se un porto si ferma e gli altri, vicini, si muovono, ne subirà le conseguenze. Il porto deve andare avanti sulla direzione impressa da Roncallo e confermata da Sommariva. Se queste cose saranno fatte, i binari ferroviari, il terminal crociere, il nuovo terminal contenitori, lo scalo potrà reggere le sfide dei traffici per un periodo ragionevole. Difficile invece dire che cosa accadrà al traffico contenitori in una prospettiva lunga, 15-20 anni. Ora però occorre tenere il passo per garantirci i prossimi 10-15». Una pioggia di denari arriverà con il Piano nazionale di Ripresa e resilienza, ma i tempi stretti del piano si scontrano con la macchina della burocrazia italiana. «Le semplificazioni per aiutare il Pnrr sono meritorie, ma purtroppo la macchina continua a essere rallentata: forse accanto alle riforme amministrative occorrerebbe fare scudi penali per chi opera. È opportuno creare non tanto ulteriori semplificazioni, ma rendere le cose che ci sono patrimonio comune: questa è una sfida epocale».

L’interazione porto-città è la sfida difficile di questi anni, ma il rapporto con i quartieri e gli ambientalisti resta complesso alla luce dei disagi e dei dati sulla qualità dell’aria: «Effettivamente le transizioni sono fenomeni lunghi. I porti sono storicamente nati nel cuore delle città, negli anni sono cambiate le dimensioni dei traffici e occorrerebbe allontanarli dal centro. Questo non è possibile, per cui bisogna saper mediare. Va ricordato che il presidente di un porto ha mandato dal ministro per sviluppare traffici e costruire banchine, pur mitigandone gli effetti. Gli interventi verdi su carburanti, fumi, rumore, richiedono tempo e sono le uniche risposte che possiamo dare. Ma ci vuole la pazienza di vederle nascere queste risposte. L’alternativa sarebbe abolire il porto, e così i posti di lavoro». Infine sulla guerra scoppiata in Ucraina, che «potrebbe provocare un assestamento del traffico complessivo, a causa della contrazione della domanda e della riduzione dell’offerta. Quanto questo alla fine inciderà sulla Spezia dipende da diversi fattori. Tutto dipenderà dalla durata di questo periodo».

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