Scontro Bucci-Grimaldi, via tre navi a settimana via dal Terminal San Giorgio

Tre navi alla settimana già perse. «Esattamente. Il prezzo di questa tensione al momento siamo noi gli unici a pagarlo». Colpa delle unità che Grimaldi da poco ha spostato su Savona e che collegavano Porto Torres e Cagliari a Genova

di Simone Gallotti

Genova - Tre navi alla settimana già perse. «Esattamente. Il prezzo di questa tensione al momento siamo noi gli unici a pagarlo». Colpa delle unità che Grimaldi da poco ha spostato su Savona e che collegavano Porto Torres e Cagliari a Genova. Maurizio Anselmo guida da tempo il terminal San Giorgio sulle cui banchine Marco Bucci e l’Authority portuale di Paolo Signorini, vorrebbero installare il nuovo polo dei depositi chimici che sta facendo infuriare l’armatore napoletano. Ed è proprio su quei moli che a settembre «avevamo richiesto di poter movimentare anche i traghetti passeggeri - spiega ancora l’ad del terminal - Eravamo pronti, poi quella istanza è stata respinta». Signorini nell’intervista di ieri al Secolo XIX ha annunciato che però quel percorso non è chiuso: «Bene - risponde Anselmo - Ma dubito che sarà breve. Noi intanto contro quella decisione avevamo già prodotto un ricorso alla giustizia amministrativa».

Per questo è difficile ipotizzare un’accelerata su questo fronte: «Sicuramente entro l’estate non sarà possibile recuperare quelle tre navi a settimana. Ma rimane un segnale positivo di attenzione a Grimaldi. Noi abbiamo sempre sostenuto il nostro principale cliente». Ora la palla quindi passa a Palazzo San Giorgio: «Auspico che le affermazioni del presidente possano tradursi in atti concreti. Sono convinto che a stretto giro nelle prossime settimana vedremo se c’è volontà d riaprire quel dossier». E un po’ di fretta c’è. Perché «abbiamo perso volumi e con l’addio a tre navi a settimana ci sono riflessi evidenti sia sul fronte dei volumi che su quello occupazionale: è chiaro che le chiamate saranno minori proprio perché abbiamo perso del traffico. Per questo adesso spero che la situazione torni rapidamente sui binari della normalità».

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