Burlando: "La geografia dei traffici cambierà. E la Liguria può essere il riferimento" / IL COLLOQUIO

Il nuovo scenario geopolitico produrrà un ripensamento sui flussi di merce. L’analisi è stata ribadita nei giorni scorsi, in occasione della kermesse dell'Alis, dal ministro Enrico Giovannini, aggiungendo che questo porterà a un rafforzamento delle relazioni intraeuropee

di A. Qua.

Genova - Il nuovo scenario geopolitico produrrà un ripensamento sui flussi di merce. L’analisi è stata ribadita nei giorni scorsi, in occasione della kermesse Alis, dal ministro Enrico Giovannini, aggiungendo che questo, insieme ai fenomeni di re-shoring e near-shoring porterà a un rafforzamento delle relazioni intraeuropee. Di un cambio negli assetti delle rotte globali è convinto Claudio Burlando, ex ministro dei Trasporti che a fine anni ’90 lavorò e firmò il Registro internazionale - alla lunga l’ultimo grande riforma nel settore marittimo italiano: questo gli viene riconosciuto trasversalmente dal mondo dello shipping, che lo considera così un riferimento nel settore.

Burlando licenziò anche il Piano generale dei trasporti, alla cui revisione sta lavorando il Mims - dopo 24 anni - proprio in questi mesi. Un Pgt a cui sarà aggiunta una nuova lettera, la “L” di logistica. Di quell’epoca "in questi giorni - dice Burlando - mi è venuta in mente una visita in Angola e Nigeria. In quest’ultimo Paese ricordo che un giorno, mentre in elicottero giravamo sopra foreste bellissime dove erano in corso perforazioni per cercare petrolio (che in effetti fu trovato) notai alcune lingue di fuoco, alte almeno 100 metri. Parevano enormi fiaccole. Alle persone che si occupavano delle perforazioni, chiesi cosa fossero. Niente. I miei interlocutori facevano finta di non capire... meglio, facevano finta di niente". Burlando continua a insistere, e dopo un po’ i tecnici demordono: "Vedi - gli risponde uno di loro -. Il problema è questo: noi cerchiamo petrolio, ma ogni tanto arriva la sorpresa e perforiamo un giacimento di gas". "Risposi - dice Burlando - che era una bella fortuna, ma dalle loro facce capii di aver detto una stupidaggine". "No caro amico - fu la replica -. Trovare il gas qui è un guaio enorme. Non ci sono gasdotti: li avete costruiti per il Nord Africa e la Russia. Certo si potrebbe liquefare e mandare in Europa, ma gli impianti sono pochi. Quindi facciamo il possibile per fare un’operazione costosa, la reinjection. Lo conserviamo per quando farete rigassificatori e gasdotti. A volte però non ci riusciamo e allora siamo costretti a dargli fuoco: ora sai tutto delle fiaccole". "Quell’episodio - ragiona Burlando - mi fa pensare a come potenzialmente può cambiare la geografia dei trasporti nei prossimi anni: e ritengo che il Mediterraneo e Genova in questo senso potranno riguadagnare centralità".

I motivi sono sotto gli occhi di tutti: qualunque sarà l’esito del conflitto in Ucraina, tra Occidente e Russia potrebbe calare nuovamente una cortina di ferro economica e politica. L’Europa dovrà diversificare i gli approvvigionamenti energetici: "Se ne è discusso molto, ma se ripartissero i progetti dei rigassificatori a Gioia Tauro, Porto Empedocle, in Sardegna (unica regione italiana non metanizzata) forse Brindisi, l’Italia avrebbe un ruolo strategico" spiega Burlando. Il gas potrebbe arrivare non solo dalle rinforzate infrastrutture esistenti (Algeria e Libia che viaggiano a mezzo servizio, raddoppio del Tap) ma anche dal Golfo di Guinea, da quel gas che ora deve essere bruciato o rimesso sottoterra perché non ha destinazione: "La geografia dei traffici, però - aggiunge Burlando - non è destinata a cambiare solo sul fronte energia. Pensiamo a quanti progetti erano in fase di sviluppo avendo Russia e Cina come punti di riferimento. Abbiamo discusso per anni sulla rotta marittima artica. O alla via della Seta terrestre: i treni merci dalla Cina al Vecchio Continente che inevitabilmente passano per il territorio russo".

Con la crisi, potrebbero venir meno due direttrici che nel tempo avrebbero teso se non a marginalizzare il Mediterraneo, certamente a eroderne traffici da e verso Est: "Ecco - ragiona l’ex ministro e presidente ligure - credo che lo sviluppo dei traffici nei prossimi anni sarà un po’ più verticale e un po’ meno orizzontale. In tutto ciò, acquisiscono importanza i porti liguri con Genova in testa". E perché? "In tre porti abbiamo: il primo armatore mondiale (e operatore crociersitco in ascesa), Msc - che per presenza nel nostro Paese e origine dei vertici possiamo definire italiano -; il primo armatore mondiale nei traghetti, Grimaldi; il secondo armatore mondiale, Maersk. Uno dei primi terminalisti puri del mondo, Psa e uno dei maggiori europei, di cui fa parte Contship, e anche la prima compagnia cinese, la Cosco. Senza dimenticare Costa Crociere, che grazie al doppio registro non solo è rimasta italiana, ma il gruppo Carnival ha deciso di mettere sotto la nostra bandiera anche le navi della controllata tedesca Aida. Con un peso di questo genere, e proprio ora che è in realizzazione il nuovo Pgtl, penso sia necessario tenere bene a mente questi elementi: da una parte infatti si rinforza il ruolo di Suez come punto di passaggio obbligato della merce da e per l’Oriente, ma dall’altro - fa notare Burlando - i fenomeni di reshoring, i collegamenti con l’Africa, la necessità di una logistica sostenibile nazionale e intramediterranea renderanno centrale il tema dei collegamenti via traghetto. Non dimentichiamo la ferrovia, con le compagnie private italiane che, facendo una torta della presenza italiana sul mercato europeo, ne occupano due terzi. La Liguria ha insomma le carte per candidarsi a essere il punto di riferimento logistico di questo nuovo assetto, e questo tanto più ora - ricorda Burlando - alla vigilia dell’apertura del Terzo valico e mentre si predispone il nuovo Piano regolatore portuale di Genova e Savona. Un momento strategico perché bisogna decidere il destino del bacino di Sampierdarena, che sarà protetto dalla nuova Diga da un miliardo di euro e deve rendere coerenti le potenzialità di cui si è discusso finora". La geografia insomma è destinata a cambiare: i porti liguri possono anticipare il momento.

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