Porto di Genova, per i Depositi lavori fino al 2030

In attesa di capire se il progetto di spostare da Multedo a Sampierdarena i Depositi chimici andrà in porto, dai documenti che portano la firma dell’Autorità di sistema portuale - e che Il Secolo XIX-the MediTelegraph ha potuto visionare - emergono nuovi dettagli sul piano di trasferimento

di Matteo Dell'Antico

Genova - In attesa di capire se il progetto di spostare da Multedo a Sampierdarena i Depositi chimici andrà in porto, dai documenti che portano la firma dell’Autorità di sistema portuale - e che Il Secolo XIX-the MediTelegraph ha potuto visionare - emergono nuovi dettagli sul piano di trasferimento a Ponte Somalia delle imprese Superba e Carmagnani. Il primo aspetto rilevante è quello relativo ai lavori che devono essere necessariamente fatti per accogliere nel cuore del porto, in un’area attualmente in concessione al Terminal San Giorgio (gruppo Gavio), un totale di 75 serbatoi di grandi dimensioni che dovranno contenere sostanze altamente infiammabili.

C’è poi un secondo punto, non trascurabile, che riguarda l’affidamento dell’area nella quale verrà realizzato il nuovo maxi-polo chimico il cui costo di realizzazione supera gli 87 milioni di euro di cui 30 milioni di soldi pubblici stanziati per l’operazione all’interno del decreto Genova post-crollo Ponte Morandi. In quest’ultimo caso, infatti, emerge come la concessione della nuova area verrà affidata esclusivamente a una delle due aziende, ovvero Superba, che in buona sostanza “affitterà” parte dei propri serbatoi a Carmagnani.

CANTIERI APERTI PER QUASI 10 ANNI

Stando a quanto emerge analizzando i documenti che portano la firma di Palazzo San Giorgio, si evidenzia che i lavori per la realizzazione a Ponte Somalia del maxi-polo chimico - in totale 77mila metri quadrati, più grande di quello attualmente in funzione a Multedo - inizieranno all’inizio del 2023 con una prima fase che prevede la "preparazione dell’area con demolizioni e smaltimenti". Superba infatti prevede di iniziare a operare a Sampierdarena nel 2025 ma il completamento del progetto arriverà solo dopo qualche anno con la "seconda fase prevista nel biennio 2029-30". Le sostanze chimiche che usciranno dai depositi, almeno inizialmente solo via camion attraverso l’utilizzo di autobotti, verranno poi movimentate anche via treno con la "realizzazione del raccordo interno, con previsione economico-finanziaria di circa 8,6 milioni di euro".

GESTIONE DEL POLO INDUSTRIALE
Il nuovo polo industriale, salvo nuove intese, non sarà gestito da Superba e Carmagnani ma unicamente dalla prima delle due aziende, nonostante entrambe dovrebbero a breve lasciare il quartiere di Multedo. Nei verbali dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale infatti si legge che Superba ha "chiesto l’assegnazione per almeno 50 anni" dell’area di Ponte Somalia. La stessa azienda si impegna "a mettere a disposizione della società Attilio Carmagnani, per un periodo di almeno 20 anni, una capacità di stoccaggio pari a quella del suo attuale deposito". In buona sostanza, Carmagnani diventerebbe a tutti gli effetti un cliente di Superba con una parte dei 75 serbatoi da realizzare che potrebbero essere utilizzati per stoccare sostanze chimiche ma comunque per un periodo di tempo che potrebbe essere decisamente inferiore rispetto al mezzo secolo di concessione.

RICHIESTA DEL COMUNE A SAN GIORGIO
In un passaggio riportato all’interno di uno dei documenti firmati dall’Authority, emerge chiaramente come la decisione di spostare Carmagnani e Superba, formalmente presa da Palazzo San Giorgio, sia stata decisa su sollecitazione del sindaco di Genova, Marco Bucci: "L’urgenza di detta ricollocazione - che si inserisce in una logica irrinunciabile di sostenibilità e convivenza di funzioni produttive e urbane - è stata di recente sottolineata anche dallo stesso sindaco del Comune di Genova, nella veste di Commissario del Programma Straordinario di investimenti urgenti per la ripresa e lo sviluppo del porto” il quale ha rappresentato all’ente portuale la necessità, non più procrastinabile, di 'individuare un’area idonea in ambito portuale dove poter collocare le attuali attività...'", si legge.

PROPOSPETTIVE OCCUPAZIONALI
Un altro aspetto rilevante che emerge dalla documentazione firmata dall’Autorità portuale sul progetto di trasferimento dei depositi riguarda l’occupazione visto che nelle relazioni non si parla di nuovi posti di lavoro: "Con riferimento all’aspetto occupazionale, Superba si propone di salvaguardare prioritariamente l’attuale stato occupazionale, oltre a quello indiretto", si legge. Cgil, Cisl e Uil invece hanno criticato il trasferimento a Ponte Somalia - così come lo hanno fatto diversi operatori portuali - perché la creazione dei nuovi depositi al centro del bacino di Sampierdarena penalizzerebbe notevolmente l’occupazione dei portuali e dei camalli della Culmv.

DISTACCAMENTO PORTUALE DEI VIGILI DEL FUOCO
Nel frattempo, nella zona di Multedo, c’è preoccupazione per il futuro del distaccamento portuale dei vigili del fuoco (Vvf). A lanciare l’allarme è il Movimento 5 Stelle dopo che ai vigili sono state "contestate le bitte per gli ormeggi dei natanti deputati al soccorso portuale. E stando alle nuove ripartizioni degli spazi comunicate agli operatori del soccorso, quegli ormeggi sarebbero stati assegnati all’Oromare, dunque al privato, per le proprie chiatte. Per i vigili del fuoco sarà verosimilmente ritagliato uno spazio di risulta. Grottesca la giustificazione ventilata per la decisione presa - si legge in una nota dei grillini - senza peraltro coinvolgere tutte le parti in causa: sembra che i vigili del fuoco, da 25 anni a questa parte, abbiano “occupato” gli ormeggi senza averne titolo. Se così fosse, chi è responsabile di questa svista?.

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