Costa Crociere, riesplode l’amore con il porto di Genova / VIDEO

Zanetti Zanetti ha confermati anche per il 2023 un numero di 45 toccate nel capoluogo ligure

Costa Firenze a Genova

di Alberto Quarati

Genova – Con la prima toccata di “Costa Firenze”, dopo due anni di stop per l’emergenza virus anche le navi della Costa Crociere ripartono da Genova. Tutti i giovedì l’unità toccherà il capoluogo ligure, mentre verso fine anno a scalare il porto dove Costa è nata e ha tutt’ora il suo quartier generale ci sarà anche “Luminosa”. In totale fanno 45 toccate nel 2022.

Quanti passeggeri in totale? Per ora il direttore generale di Costa, Mario Zanetti, non si sbilancia, anche perché sono ancora in corso le trattative con le autorità proprio per rivedere i protocolli sanitari.

Costa Firenze a Genova: le immagini della nave da crociera in porto

L’obiettivo è aumentare la capienza a bordo: coi vaccini a regime e assicurate le giuste condizioni di sicurezza, si punta a rendere le restrizioni Covid quanto più simili a quelle oggi in vigore a terra. Ciò implicherebbe, secondo indiscrezioni e con tutti i condizionali del caso, un drastico aumento della possibilità di imbarcare passeggeri: l’ipotesi sul tavolo sarebbe tenere una base percentuale di cabine libere del 2-3% in rapporto alle persone imbarcate. Numeri quindi molto diversi rispetto alla condizione attuale, che prevede a seconda degli spazi sulla nave una capienza ridotta del 50%-60% dei passeggeri rispetto al totale. Ma intanto, va segnalato che dal 1 aprile i crocieristi possono nuovamente fare le escursioni a terra anche in forma autonoma, senza dover essere cioè inseriti obbligatoriamente nelle visite organizzate entro la bolla sanitaria).

La strategia

E che Costa voglia fare sul serio a Genova - senza che questo significhi un disimpegno da Savona, dove la compagnia ha il suo terminal dedicato - lo dimostra il fatto che Zanetti confermi anche per il 2023 un numero di 45 toccate nel capoluogo ligure, e con la “Toscana”, l’ammiraglia a gas naturale liquefatto. Si tratta di un incremento della capacità di passeggeri: senza tener conto delle restrizioni Covid che ne limitano il potenziale, va ricordato che se “Firenze” ha una capienza di circa 4.200 passeggeri, la “Toscana” ne può imbarcare 1.000 in più.

«Per noi - dice il manager - l’importante è essere qui e confermare un piano che vede nel 2023 e a breve nel ’24 più spazi per noi: lavoriamo per avere navi più grandi e periodi sempre più lunghi». Tempi maturi per un terminal sotto la Lanterna? Costa, risponde Zanetti, «appoggia il Position Paper di Confindustria Genova» che prevede un allungamento delle banchine alle Stazioni Marittime, senza mettere in campo un nuovo terminal - anche se nell’ambiente si dice che l’eventuale ampliamento a Ponente dell’area del terminal Psa a Pra’, sempre contenuta nel Position Paper, potrebbe aprire all’ipotesi di liberare aree al Sech, terminal container attiguo proprio a Stazioni marittime.

Sandei (Enel): "L'obiettivo ? Un porto sostenibile e una nautica green"

La sostenibilità

L’arrivo a Genova della “Firenze” è stato festeggiato con la firma di un “Manifesto per un turismo di valore, sostenibile e inclusivo” tra Costa, il sindaco di Genova Marco Bucci e il governatore ligure Giovanni Toti. Proprio sulla scia di questo tema il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale, Paolo Piacenza, ha spiegato che l’elettrificazione di banchina - cioè la possibilità per le navi di spegnere i motori e allacciarsi alla rete elettrica spegnendo le ciminiere - sarà realtà entro il 2023.

Ma anche se ci fosse l’infrastruttura, i nodi da sciogliere sono tanti: a partire dalla tariffa - e infatti il presidente di Confitarma, Mario Mattioli, sta studiando un documento che su questo fronte indichi con precisione le esigenze degli armatori, che con i costi dell’energia crescenti hanno la necessità di affrontare una spesa uguale a quella che avrebbero tenendo i motori accesi; e poi le modalità di utilizzo - e per questo Sonia Sandei, vicepresidente vicario di Confindustria Genova ma anche Head of Electrification dell’Enel propone un modello di business che metta insieme fornitori di energia e armatori per gestire i consumi, su modello di quanto avvenuto per il settore auto da quattro anni a questa parte. C’è poi il tema delle risorse, perché l’elettricità per le navi deve arrivare da fonti rinnovabili, altrimenti è solo spostare il problema. E infine guardare oltre: «L’industria - spiega Ugo Salerno, amministratore delegato del Rina - sa che il punto di arrivo è l’idrogeno verde. Ma il problema è che realisticamente non si è ancora trovato il modo di portarlo a bordo delle navi, mentre le difficoltà di produzione fanno sì che oggi ci sia pochissima disponibilità di questo combustibile. Un’altra soluzione sarebbe il nucleare: gli small modular reactor di quarta generazione lasciano pochissimo residuo e non hanno il problema della fissione. Ma dobbiamo fare presto: se non troviamo soluzioni, scompariremo».

Non solo: Pierluigi Punter, direttore della progettazione di Fincantieri, ricorda che la densità energetica dei carburanti alternativi è molto inferiore al gasolio, quindi i consumi e i costi saranno più alti. L’ammoniaca, per fare un altro esempio di carburante non emissivo oggi allo studio, è due volte e mezzo meno meno densa del bunker». —

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