Depositi chimici a Genova, Grimaldi: “Sorprende l’inesattezza delle affermazioni del Mims”

“E’ evidente che le aree del Terminal San Giorgio sono strategiche e assolutamente necessarie per garantire il mantenimento dell’adeguata e necessaria operatività per la gestione degli attuali volumi di traffico”

Manuel Grimaldi

Genova – “Sorprende l’inesattezza dell’affermazione del Ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibili, secondo cui le aree interessate all’insediamento dei depositi petrolchimici non sarebbero usate dalle navi del Gruppo Grimaldi. Infatti, l’area interessata si estende su 77.000 m2 di piazzali e banchine, di cui circa 61.000 m2 sono attualmente utilizzati dal Gruppo Grimaldi, unitamente ad altri spazi in concessione a Terminal San Giorgio”. Lo afferma il principale gruppo armatoriale italiano rispondendo alle affermazioni del ministero riportate dal Secolo XIX-The MediTelegraph.

“Più precisamente - informa l’armatore - nel 2021 nelle aree sulla banchina interessata del Ponte Somalia, le navi del Gruppo Grimaldi hanno rappresentato il 44% degli scali annui (273 approdi su 624), movimentando oltre 150.000 camion e semi-rimorchi contenenti prodotti e beni di prima necessità da e per le isole maggiori (Sicilia e Sardegna)”.

“Inoltre, nei primi tre mesi del 2022 si è registrata un’ulteriore crescita del 17% dei mezzi movimentati dal Gruppo Grimaldi nel porto di Genova, cifra che sale ad oltre il 30% se limitato all’ultimo mese”.

“Pertanto, è evidente che le aree del Terminal San Giorgio sono strategiche e assolutamente necessarie per garantire il mantenimento dell’adeguata e necessaria operatività per la gestione degli attuali volumi di traffico. Il Gruppo Grimaldi ritiene che la scelta di spostare i depositi petrolchimici nel centro città, oltre a rappresentare un grave rischio per la sicurezza della comunità genovese, comporta una grande limitazione allo svolgimento dei propri servizi che inciderà pesantemente sulla logistica ed il trasporto nazionale, compromettendo l’approvvigionamento delle maggiori Isole Italiane e rappresentando, quindi, un pericolo ed una grande perdita per l’intero Paese”.

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