Maersk firma un “green deal” con cinque Autorità portuali nordeuropee

Il Maersk Mc-Kinney Møller Center for Zero Carbon Shipping ha affermato che darà il via a questa ambiziosa iniziativa al fianco delle Port Authorities di Gdynia, Amburgo, Roenne, Rotterdam e Tallinn

Il porto di Amburgo

di Elisa Gosti

Amburgo – Cinque Port Authorities del Nord Europa hanno annunciato che si uniranno in partnership con il Maersk Mc-Kinney Møller Center for Zero Carbon Shipping.

Obiettivo: porre le fondamenta per la realizzazione di un corridoio verde che possa servire l’Europa settentrionale e il Baltico.

Il concept, presentato in occasione del COP-26 di Glasgow nel novembre 2021, richiede la collaborazione tra porti, compagnie di navigazione e altri soggetti al fine di incentivare le rotte che potrebbero sostenere lo sviluppo tecnologie legate alla propulsione “net-zero” e supportare l’infrastruttura richiesta per la transizione dei carburanti “green”.

Il Maersk Mc-Kinney Møller Center for Zero Carbon Shipping ha affermato che darà il via a questa ambiziosa iniziativa al fianco delle Port Authorities di Gdynia, Amburgo, Roenne, Rotterdam e Tallinn.

Il progetto è stato costruito per dimostrare la fase di prima commercializzazione delle filiere dei carburanti alternativi, indicare un percorso per lo sviluppo delle filiere distributive e creare una cosiddetta “blueprint” per la diffusione dei corridoi verdi in altre zone.

"Si tratta di un passo di fondamentale importanza verso l’accelerazione del processo di decarbonizzazione del settore dello shipping e per rispettare le ambizioni climatiche dell’Europa incluse negli obiettivi del 2030 – spiega Bo Cerup-Simonsen, Ceo del centro – I corridoi verdi in corso di sviluppo sono fondamentali per l’attivazione dei primi passi del settore nella “value chain”, inoltre questo progetto può essere utilizzato come riferimento per sviluppare le “impronte blu” per nuovi modelli di business e indentificare le interdipendenze e le sinergie all’interno del settore marittimo. Speriamo davvero che questa iniziativa possa contribuire a facilitare l’importante lavoro in corso in relazione agli standard marittimi dell’Europa e dell’International Maritime Organization".

Per stabilire le basi di una nuova rete di corridoi verdi europei (European Green Corridors Network) i partner pianificano di iniziare con il lavoro di pre-fattibilità identificando le rotte potenziali, le tipologie di nave e i carburanti adatti per realizzare corridoi verdi ad alto impatto nella regione.

Una volta completata la prima fase, dovrà essere verificata la fattibilità tecnica, regolatoria e commerciale di una shortlist di rotte, implementando la loro visione e realizzando i corridoi verdi in Nord Europa e nel Mar Baltico.

"Fino a poco tempo fa il settore marittimo era l’unico filone del settore dei trasporti in Europa non soggetto ai target di riduzione delle emissioni di gas serra – specifica Valdo Kalm, Ceo del porto di Tallinn – Dobbiamo lavorare tutti insieme per ridurre le emissioni di CO2. Per raggiungere la decarbonizzazione del settore marittimo è necessario che i carburanti a zero emissioni, così come le navi in grado di utilizzarli, debbano essere prodotti in scala nell’arco del prossimo decennio. Si tratta indubbiamente di un compito difficile che può essere sostenuto dalla formazione dei corridoi verdi".

Per accelerare lo sviluppo delle tecnologie i leader dei porti concordano che è indispensabile uno sforzo coordinato nell’ambito della ricerca applicata che sia trasversale a tutta la filiera distributiva. Il progetto fa seguito all’annuncio - lanciato da una partenership di città, porti e compagnie di navigazione, oltre ai proprietari del cargo - per la creazione del primo corridoio verde tra Shanghai e Los Angeles.

Tra le aziende partecipanti sono incluse Maersk, Cma Cgm, Cosco Shipping Lines: il progetto prevede la presentazione di un piano entro la fine del 2022 e l’avvio della transizione verso navi alimentati con carburanti zero-carbon entro il 2030 per la cosiddetta navigazione commerciale su una delle rotte oceaniche più battute del mondo.

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