Ministero del mare: no del governo. Giovannini apre all’ipotesi comitato

Il governo chiude la porta alle ambizioni della Confindustria, che da anni chiede un ministero del Mare e ha inserito questa proposta come uno dei cardini del suo Progetto per il mare, presentato giovedì e ieri a Roma

di A. Qua.

Genova - Il governo chiude la porta alle ambizioni della Confindustria, che da anni chiede un ministero del Mare e ha inserito questa proposta come uno dei cardini del suo Progetto per il mare, presentato giovedì e ieri a Roma. Parlando ieri sera al Forum Ambrosetti di Sorrento, (promosso dal ministro per la Coesione territoriale Mara Carfagna e interamente dedicato al rilancio economico del Sud Italia) il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, sollecitato nuovamente sul tema del ministero del Mare, è stato netto: "Non sono assolutamente favorevole". Il rischio, per Giovannini, sarebbe un’ulteriore frammentazione delle competenze, oltre al fatto che le tempistiche per attivare un nuovo dicastero non sono certo immediate: giusto giovedì il ministro riportava gli sforzi che da un anno a questa parte Roberto Cingolani, titolare della Transizione energetica, sta conducendo per portare sotto l’ex ministero dell’Ambiente un pezzo dell’ex ministero per lo Sviluppo economico.

Giovannini tuttavia non chiude completamente la porta agli industriali, anzi rilancia l’idea di un Comitato interministeriale che possa ricomprendere, quando riunito all’occorrenza, tutte le competenze legate al settore marittimo, che in effetti, come messo in evidenza dagli industriali nella due giorni dedicata al Progetto per il Mare, toccano ambiti che vanno dai trasporti al turismo, passando per l’ambiente e l’agricoltura. Proprio per questo tra l’altro Confindustria istituirà, annuncia il presidente Carlo Bonomi, una direzione dedicata al mare - anche per evitare di chiedere la governo una qualche cosa, è il ragionamento dello stesso Bonomi, che la confederazione non ha in casa. E in effetti, nella sola galassia confindustriale le associazioni che trattano i temi delle imprese legate al mare sono 10.

Va detto che per gli industriali il risultato c’è comunque, visto che nella sintesi del documento programmatico si chiede, se non proprio il ministero, "almeno un forte coordinamento che raccolga e coordini tutte le competenze amministrative relative alle diverse attività che utilizzano e valorizzano la Risorsa Mare, con un unico punto di riferimento politico per superare la forte frammentazione che caratterizza la governance del comparto". Al Forum Ambrosetti, Giovannini fa anche una notazione anche sul funzionamento delle Autorità di sistema portuale, enti di governo dei porti figli della riforma Delrio, che dal 2016 non è mai stata completamente attuata. Alla richiesta di un maggiore coordinamento tra questi enti, il ministro ha rivendicato di aver attivato proprio il tavolo di coordinamento previsto dalla legge (il suo scopo è evitare che ogni Authority applichi una propria politica, avulsa o peggio in contrasto con quella degli altri enti portuali): "Da un anno - dice il ministro - abbiamo riattivato questo strumento che era fermo da molto tempo, con incontri prima a cadenza quindicinale, e poi a cadenza mensile".

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