Diga di Genova, prove di disgelo: via alla trattativa con le due cordate

Al tavolo da una parte il governatore ligure, Giovanni Toti, il sindaco di Genova, Marco Bucci e il presidente del porto, Paolo Signorini. Dall’altra Pietro Salini, numero uno di Webuild

di Simone Gallotti

Genova - Al tavolo da una parte il governatore ligure, Giovanni Toti, il sindaco di Genova, Marco Bucci e il presidente del porto, Paolo Signorini. Dall’altra Pietro Salini, numero uno di Webuild, la capocordata di uno dei due raggruppamenti che avevano manifestato interesse per la realizzazione della nuova diga del porto, ma che poi ha rinunciato, così come ha fatto l’altra associazione di imprese guidata da Gavio-Caltagirone: "È stato un incontro positivo - spiega una fonte che ha partecipato all’incontro -. C’è volontà da parte di tutti di trovare una soluzione e di fare presto. L’opera è complessa, ma vogliamo farla". Nel dettaglio ai piani alti della Regione si è discusso di come riuscire a colmare il gap tra le richieste dei costruttori e quelle del bando (ballano tra il mezzo miliardo e i 300 milioni di euro in più), ma anche delle difficoltà tecniche di un’opera che è "un unicum nel mondo" ribadisce la fonte.

Così in quell’ora abbondante di tavola rotonda, si è stabilito un calendario: entro il 15 agosto bisogna trovare una soluzione. E oggi pomeriggio inizieranno anche gli incontri tecnici in Autorità portuale. A Palazzo San Giorgio intanto martedì ci sarebbe stato il primo faccia a faccia con alcuni rappresentati della seconda cordata, quella guidata dalla coppia Gavio-Caltagirone. La negoziazione è quindi iniziata, anche se Toti uscendo dal vertice in Regione, ha voluto specificare chi avrà l’ultima parola: "Stiamo facendo valutazioni generali anche sulla diga - ha detto il presidente al termine dell’incontro -. È una fase delicata, siamo tutti ottimisti ma ne parleremo quando l'Autorità portuale avrà fatto le sue valutazioni".

Quindi tocca a Signorini analizzare la situazione, anche se politicamente è chiaro che ora alla guida c’è il presidente della Regione. Il rischio è che la vicenda si complichi troppo. Ecco perché il resoconto dell’incontro, anche per via ufficiale senza dover ricorrere alle fonti anonime, è improntato all’ottimismo: "Sulla nuova diga siamo pronti, il nostro team è a disposizione del commissario per trovare una soluzione ai problemi che sono di costi e tecnici. Siamo qui per lavorare e noi vogliamo fare questo lavoro - ha detto Salini mentre visitava i cantieri del Terzo valico poco prima del vertice con la Regione -. Ovviamente non siamo soli, però vogliamo partecipare e fare tutto ciò che è possibile dalla nostra parte per riuscire a dare la diga a Genova". Quindi da oggi entrano i campo i tecnici mentre la politica proverà a giocare sui due tavoli delle cordate per abbassare il prezzo degli extracosti. Il nodo dei soldi è centrale, perché le questioni tecniche al momento sembrano "complesse, ma superabili" ribadiscono i colossi.

Il conto totale supererà abbondantemente il miliardo di euro, ma a quel punto, come annunciato dal presidente del porto Signorini nell’intervista al Secolo XIX, potrebbero entrare in gara altri soggetti. E gli occhi sono puntati persino sui cinesi, sul mega colosso delle costruzioni di Pechino che mentre la diga era solamente un’idea nelle carte degli amministratori locali, era già nella lista dei papabili realizzatori dell’infrastruttura. Non solo: le imprese delle due cordate a rimorchio delle big avrebbero manifestato un po’ di insofferenza per aver avuto le briglie tirate nella partita della partecipazione alla gara. Semplificando: non tutti sarebbero stati d’accordo sulla frenata brusca.

Intanto sul fronte politico non è passato inosservato il meeting di oggi tra un’impresa che potrebbe ottenere un appalto da oltre un miliardo e i vertici politici locale. A lanciare il siluro è il Pd nazionale con il parlamentare Davide Gariglio, capogruppo in commissione Trasporti: La modalità con cui è partita la negoziazione per cercare di mettere una toppa alla gara andata a vuoto per la costruzione della diga, è sconcertante. Mi chiedo a quale titolo il presidente Toti e il sindaco di Genova Bucci si siedano al tavolo con una sola delle aziende che hanno partecipato alla manifestazione di interesse. Servirebbe maggiore cautela, soprattutto quando si tratta di affidare un appalto che vale più di un miliardo di euro".

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