Nuova diga di Genova, focus sulle prescrizioni del ministero

Vertice all’Authority con le cordate che si sono ritirate. I nodi dei fondali e del moto ondoso

La simulazione della nuova diga per il porto di Genova

di Alberto Quarati

Genova – Giovedì scorso i tecnici delle due cordate interessate a costruire la nuova Diga foranea del porto di Genova hanno incontrato il presidente dell'Autorità di sistema portuale, Paolo Emilio Signorini e il responsabile del procedimento, Marco Vaccari, per impostare la discussione su una possibile procedura negoziata e arrivare all'affidamento dell'appalto per la realizzazione dell'opera, dopo che lo scorso 30 giugno la gara è andata deserta perché sia la cordata WeBuild-Fincantieri, sia quella fra Eteria (Caltagirone-Gavio) e Acciona hanno considerato la base d'asta da 929 milioni di euro troppo bassa.

Il solco della discussione è la determinazione motivata dello scorso 27 maggio del Comitato speciale del Consiglio dei lavori pubblici, che contiene alcune prescrizioni - non obbligatorie, ma caldeggiate dagli esperti ministeriali - la cui più nota, già anticipata dall'Adsp, è quella di una possibile riduzione della lunghezza complessiva della Diga. Il Comitato non fornisce un'indicazione di quanto o come dovrebbe essere accorciata l'opera. Gli esperti si limitano a dire che «prima dell'affidamento dei lavori (...) i progettisti dovranno meglio motivare la lunghezza del prolungamento scelta (...) individuando, laddove possibile, le opportune ottimizzazioni tecnico-economiche».

Ottimizzazioni che quindi diventano il primo terreno di confronto tra Adsp e cordate. Il Comitato non discute invece sulla larghezza del braccio di mare tra porto e nuova Diga. Si dà per assodato, sin dal parere positivo del Consiglio Superiore del 13 ottobre 2021 al Progetto di fattibilità tecnico-economica, che questa dovrà poggiare anche su profondità di 50 metri, su un fondale «di limi argillosi poco consistenti».

Tuttavia - e non è elemento da poco - grande attenzione dovrà comunque essere impiegata per le fondazioni: «Pertanto - scrivono gli esperti del Comitato - condizione imprescindibile, prima dell'affidamento, è predisporre un capitolato che consenta (...) la realizzazione dei campi prova», cioè studi in situ, a diverse profondità, della qualità del fondale e delle prospettive di tenuta dell'opera: un po' il corrispondente dei fori pilota nelle gallerie.

E anche qui si potrebbero aprire margini di trattativa perché, spiegano gli esperti, «la gestione dell’approccio (...) passa attraverso la preventiva identificazione di potenziali scenari alternativi di progetto in funzione delle risultanze dell’attività dei campi prova" che "devono essere identificati con puntuali specifiche (...) in termini di descrizione delle relative categorie di lavoro (...) e di determinazione dei prezzi delle lavorazioni».

Altro elemento per rivedere i costi, l'altezza dei circa 100 cassoni che costituiranno la nuova Diga: «Sono stati previsti - scrivono gli esperti - cassoni alti fino a 26 metri, dimensione scelta dai progettisti per garantirne la compatibilità con gli impianti di prefabbricazione più diffusi. Si suggerisce di esplorare la possibilità (...) di realizzare cassoni più alti, riducendo l’altezza (...) dell’imbasamento. Ciò porterebbe ad importanti risparmi sia di tipo economico che di impatto ambientale».

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