Si è tenuta a Roma l’assemblea pubblica di Assarmatori

Il presidente Messina: “Mancano i marittimi, deroga per gli extracomunitari”. Il ministro Giovannini: “Entro l’anno regole per il cold ironing”

Stefano Messina (foto d'archivio)

di Alberto Quarati

Roma - Mancano i marittimi da imbarcare a bordo delle navi: l'allarme è stato lanciato da Stefano Messina, presidente di Assarmatori, all'assemblea annuale dell'associazione degli armatori italiani della Confcommercio a Roma. "Sono circa 1.200 le figure professionali che mancano sulle navi di bandiera italiana". Messina ha quindi chiesto al ministro delle Infrastrutture e mobilita sostenibili, Enrico Giovannini, una deroga temporanea per poter imbarcare anche sulle rotte nazionali marittimi extracomunitari. A margine dell'assemblea, il ministro ha assicurato che sarà fatto di tutto per garantire il funzionamento del sistema della navigazione in Italia. Stesso impegno per la Diga foranea: "Stiamo lavorando per un aumento dei prezzi, ma allo stato attuale non ha senso una deroga dei tempi per la realizzazione dell'opera".

"Entro la fine dell'anno dovremmo avere un quadro regolatorio bilanciato sul cold ironing, stiamo lavorando con l'Arera". Così il ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, all'assemblea di Assarmatori a Roma. Il cold ironing è quella tecnica che permette alle navi di spegnere i motori e allacciarsi alla rete elettrica. Il governo ha stanziato 700 milioni di euro nel quadro del Pnrr per infrastrutturare le banchine, ma manca ancora la produzione di energia necessaria per sostenere il fabbisogno delle navi e soprattutto una tariffa sostenibile per gli armatori.

Durante l’assemblea gli interventi hanno toccato molti dei temi caldi che agitano l’economia mondiale in questi giorni e che hanno ricadute anche sul mondo dello shipping, dalla guerra alla transizione energetica.

L’occupazione

''In Italia abbiamo la più grande flotta marittima più grande del mondo, non tutti lo sanno. L'occupazione in Italia è il nostro obiettivo prioritario''. Ha sottolineato il presidente di Assarmatori, Stefano Messina.

La guerra e l’Europa

''Abbiamo vissuto dieci anni difficili e oggi la guerra in Ucraina mette a rischio la globalizzazione dei commerci mondiali'', ha detto Stefano Messina.

''Dobbiamo rivedere le reti commerciali del trasporto delle merci, ce lo ha dimostrato la guerra in Ucraina, per garantire la logistica e quindi la digitalizzazione del sistema marittimo è necessaria. L'Europa dovrà rivedere tutta la rete commerciale per evitare che il sistema sia a rischio e salvare la globalizzazione più giusta per tutti. Digitalizzazione e cybersicurezza sono temi che l'Europa dovrà condividere''. Lo ha affermato il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.

''Basta ideologia in Europa e non seguire le mode, ma va fatto nell'interesse generale. L’Europa deve pensare a una politica europea. L’Europa deve accompagnare verso un obiettivo condiviso, si comporti in modo coeso nella geopolitica e nella politica energetica e militare comune''. Lo ha sottolineato il vicepresidente di Confcommercio, Fabrizio Palenzona.

La transizione sostenibile

''Il trasporto marittimo garantisce tanti posti di lavoro a terra e in mare nel nostro Paese. La transazione energetica si impone e siamo pronti a fare la nostra parte nel rinnovare la flotta, pronti o ad investire ma ci vogliono regole perché non potremo andare tutti in 'elettrico'", ha detto ancora Stefano Messina.

''I nuovi carburanti e lo spegnimento dei motori in porto sono cose importanti, ma è necessario una infrastruttura di rete elettrica portuale e una rete distributiva dei carburanti capillare'', ha aggiunto Messina.

“Se dobbiamo competere con la Cina, dobbiamo guardare quello che avviene nel resto del mondo. Siamo tutti d'accordo che dobbiamo garantire le migliori tecnologie per l'inquinamento, ma dobbiamo fare con gradualità per non distruggere la nostra economia''. Lo ha detto, Fabrizio Palenzona, sempre in occasione dell'assemblea di Assarmatori.

''Abbiamo davanti sfide enormi per il settore marittimo in Italia e nella Ue. La transizione ecologica di questo settore è più complessa rispetto ad altri settori, ci vuole cautela. Serve una posizione equilibrata per tempistica, perché la scelta tecnologica non è così chiara. La ricerca tecnologica sta lavorando in diversi tipi di tecnologia. Certo dobbiamo ridurre l'inquinamento delle navi”, ha aggiunto dal canto suo il ministro Giovannini.

Le Autostrade del mare

''Le Autostrade del mare sono il futuro, togliendo dalle strade il trasporto delle merci e garantendo minore inquinamento'', ha detto Messina.

''Non possiamo tornare indietro trasportando le merci sulle strade, dovremmo invece spingere per togliere le merci dalle strade e utilizzare le autostrade del mare'', ha detto nel suo intervento Achille Onorato, amministratore delegato di Moby Spa.

La ferrovia

''Il ferro deve fare partnership con gli altri attori della logistica. Il trasporto merci deve affrontare la sfida che abbiamo di fronte per le infrastrutture che hanno 70 anni di età e quindi necessario pensare lo sviluppo di tutta la rete della logistica. Fs deve giocare un ruolo di integrazione della logistica per migliorare il trasporto" e servono "soluzioni integrate nella logistica, con porti e interporti e dobbiamo parlare con tutti gli operatori. Dobbiamo pensare che le merci per le lunghe distanze vanno trasportate con il treno''. Lo ha sottolineato l'Ad di Fs, Luigi Ferraris, sempre in occasione dell'assemblea di Assarmatori.

''Noi dobbiamo lavorare per evitare l'aumento del trasporto delle merci su gomma, per evitare il congestionamento delle infrastrutture. Il ferro deve fare la sua parte ferro prchè oggi viaggiano sul treno solo il 10% delle merci. Dobbiamo raddoppiare e lo sviluppo chiave è l'integrazione ferro, gomma e acqua'', ha concluso Ferraris.

Il governo

L'attuazione del Pnrr e la ripresa economica "richiedono decisioni e non aperture di crisi. Il mondo armatoriale chiede uno sforzo a tutte le controparti istituzionali per superare ogni impasse e tornare a lavorare su temi concreti". Così il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, ha ricordato i nodi "da sciogliere subito" per quanto riguarda il trasporto marittimo "in modo che - ha detto - possa continuare a garantire sviluppo e occupazione. Così si è chiesto di battersi per evitare gli impatti negativi, potenzialmente devastanti, che il trasporto marittimo italiano accuserebbe dal combinato disposto delle norme dettate dall'Imo e dal pacchetto Fit for 55 dell'Ue, di semplificare il quadro regolatorio del settore marittimo, mettendo al più presto in sicurezza il supporto dello Stato alle attività delle imprese italiane di navigazione; tutelare l'industria crocieristica italiana, e tutto il suo indotto anche in termini di occupazione, con particolare riguardo al 'caso Venezia'; e, ancora, tenere in considerazione il know-how degli armatori in vista dell'aumento dell'import di gnl". Sono questi i principali temi su cui ha parlato Messina che, con la sua relazione all'Annual Meeting 2022 in corso al Parco dei Principi Grand Hotel in Roma, si è rivolto direttamente al Mims Enrico Giovannini.

"Il nostro settore - ha detto Messina - fa i conti con due anni di pandemia e con le crescenti tensioni geopolitiche che hanno fatto deflagrare l'inflazione e causato cambiamenti radicali dello scenario mondiale. In tutto questo l'armamento fronteggia vecchie e nuove problematiche. Aprire una crisi di Governo in questo momento sarebbe irresponsabile. Le nostre imprese vogliono continuare a creare sviluppo e posti di lavoro - ha aggiunto Messina - e sono preoccupate per l'intempestività delle norme Imo e dell'UE per la sostenibilità ambientale. Chiediamo al Governo di battersi nei negoziati finali fra Parlamento, Consiglio e Commissione per tutelare tutti i collegamenti insulari e le Autostrade del Mare, che vanno promosse senza discriminazioni tra operatori, scongiurando effetti boomerang come il trasferimento modale inverso dal mare alla strada".

Per quanto riguarda la semplificazione normativa "abbiamo bisogno di essere liberati da regole dettate 80 anni fa - ha proseguito Messina -. Vogliamo competere ad armi pari con gli armatori, anche di Paesi membri della UE, che battono bandiere di Stati che hanno reso efficiente il sistema del trasporto marittimo senza alcuna diminuzione di standard di sicurezza o di lavoro. Le nostre imprese attendono il completamento del processo legislativo necessario per adeguarsi a quanto chiesto dalla Commissione europea ormai due anni e mezzo fa, cioè di estendere i benefici del Registro Internazionale, strumento che ha garantito crescita e occupazione, anche nel caso in cui le imprese italiane operassero con navi registrate nei Paesi della Unione europea". Anche il settore crocieristico, per quanto in netta ripresa dopo l'azzeramento dei traffici dovuto alla pandemia, "vive un momento complicato - ha aggiunto il presidente di Assarmatori - La chiusura del Canale della Giudecca, a Venezia, ha inferto un colpo durissimo a questo comparto in tutto l'Adriatico. Auspichiamo che il Governo indichi una soluzione per poter utilizzare il Canale Vittorio Emanuele, per vedere finalmente approvato il Protocollo Fanghi e per accelerare la realizzazione di nuovi accosti a Marghera garantendo risorse aggiuntive al Commissario: anche questo comparto è un volano fondamentale per l'economia nazionale".

Infine, secondo Messina, il fatto che il trasporto marittimo sia un'infrastruttura essenziale del Paese è confermato dagli investimenti chiesti dall'Esecutivo alle imprese a controllo pubblico, che hanno iniziato a muoversi acquisendo rigassificatori galleggianti: "In vista di una crescita dell'import di gas naturale liquefatto - ha concluso -, noi armatori privati abbiamo le competenze per la gestione della supply chain e della logistica e mettiamo a disposizione il nostro know-how".

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