Il board dell’Authority: "Sui piani industriali check ogni tre mesi"

Genova - Il Comitato di gestione dei porti di Genova e Savona chiede un controllo periodico sul Piano organico (Pop) - approvato di fresco dall’Authority, scadenza fine 2023 - per verificare ogni tre mesi il rispetto da parte degli operatori portuali su carichi occupazionali dei terminal

di Alberto Quarati

Genova - Il Comitato di gestione dei porti di Genova e Savona chiede un controllo periodico sul Piano organico (Pop) - approvato di fresco dall’Authority, scadenza fine 2023 - per verificare ogni tre mesi il rispetto da parte degli operatori portuali su carichi occupazionali dei terminal e relativi piani industriali. Il Pop mette sul tavolo, soprattutto a Genova, un ribilanciamento nei principali terminal container tra forza lavoro dipendente diretta e camalli, assunzioni per circa un centinaio di persone, un turnover complessivo per le due Compagnie di 240 persone. Obiettivi impegnativi: così, a differenza dei precedenti Pop, il board (su sollecito dei due rappresentanti di Regione Liguria e Comune di Genova, Andrea La Mattina e Giorgio Carozzi) ha approvato il documento fatte salve alcune clausole vincolanti.

Per Genova, il tentativo è arrivare a fine anno (di questo e del prossimo, anche alla luce del progressivo rientro dei sostegni derivanti dall’emergenza pandemica) senza che si apra la trattativa tra Culmv e terminalisti per il conguaglio tariffario, che ha sempre un ruolo fondamentale nel riequilibrio dei conti della Culmv: se il Pop è scritto bene e ognuno fa la sua parte, i conti dovrebbero chiudersi in ordine. Per il board, il monitoraggio andrà fatto "con la partecipazione di Regione, Comune, terminalisti, Compagnie e sindacati" su base trimestrale con specifici focus: "Verifica dei dati consuntivi trimestrali rispetto all’impiego del lavoro fornito dalle imprese autorizzate (cioè Culmv e Culp, ndr); verifica dei dati consuntivi rispetto agli effetti complessivi sull’occupazione" e infine "verifica delle azioni per lo sviluppo: dimensionamento organici, ricambio generazionale; piani di formazione per occupati diretti e indiretti".

Sempre su base trimestrale, il board ha chiesto anche un controllo dei traffici: non solo quelli elaborati dall’Authority in base alle statistiche doganali, ma una "per comparto e singolo operatore, con specifica e vincolante richiesta ai terminalisti di presentare su base trimestrale idonea documentazione atta ad attestare le specifiche azioni e piani industriali e le conseguenti previsioni dei volumi e dell’impiego di lavoro diretto e indiretto; la definizione di azioni di investimento coerenti coi risultati economici conseguiti, finalizzate a supportare lo sviluppo dei traffici e il proporzionale e crescente impiego di lavoro diretto e indiretto". Il Consiglio di gestione sta puntando insomma a uscire dal ruolo notarile in cui sin qui è stato formalmente confinato: già in passato era stato chiesto dai rappresentanti un coinvolgimento più attivo nelle scelte strategiche del porto. Anche per questo, "pare imprescindibile il coinvolgimento del board nel confronto diretto e di merito con le parti sociali". —

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