Tassazione delle Autorità portuali, l’Italia si adegua alla normativa Ue

Le disposizioni del decreto del Mims convertito in legge. Via libera del Senato alla riforma dell’articolo 18

Una portacontainer nel porto di Genova (archivio)

Genova – Il ministero delle Infrastrutture ha adeguato la disciplina sulla tassazione delle Autorità di Sistema Portuale (Adsp) alla normativa comunitaria. In particolare, il ministero ha stabilito che le Adsp rientrano tra i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società, nei confronti delle quali il presupposto d’imposta si verifica in modo unitario e autonomo.

Inoltre, ha stabilito che non costituisce esercizio di attività commerciale l’attività di prelievo autoritativa delle tasse di ancoraggio, di quelle portuali sulle merci sbarcate e imbarcate e per il rilascio delle autorizzazioni.

Ciascuna Autorità determina l’importo delle tasse all’interno dei limiti previsti con decreto del Mims di concerto con il Mef, destinando lo stesso alla copertura dei costi per la manutenzione e lo sviluppo delle parti comuni dell’ambito portuale destinate, tra le altre, alla difesa del territorio, al controllo e alla tutela della sicurezza del traffico marittimo e del lavoro in ambito portuale, alla viabilità generale e al mantenimento dei fondali. I canoni percepiti in relazione alle concessioni demaniali, invece, sono considerati redditi diversi e concorrono a formare il reddito complessivo per l’ammontare percepito nel periodo di imposta, ridotto del 50% a titolo di deduzione forfetaria delle spese.

Intanto, al Senato è stato dato il via libera al testo già approvato alla Camera sull’articolo 18, che di fatto prevede la parziale abolizione del divieto di cumulo delle concessioni, con divieto del cosiddetto scambio di manodopera.

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