Sonia Sandei: "Cold ironing, il governo faccia presto: subito la norma sul servizio"

"Il position paper sulla transizione ecologica del porto è un’analisi complessa di un sistema olistico come quello portuale, che deve coniugare innovazione e coraggio": per Sandei, vice presidente con delega alla Transizione del porto di Confundustria Genova, la svolta verde "è ineluttabile"

di Gil. F.

Genova - "Il position paper sulla transizione ecologica del porto è un’analisi complessa di un sistema olistico come quello portuale, che deve coniugare innovazione e coraggio": secondo Sonia Sandei, vice presidente con delega alla Transizione del porto di Confundustria Genova, la svolta verde "è ineluttabile, l’Unione europea impone agli armatori la riduzione delle emissioni e l’utilizzo di sistemi di abbattimento come l'elettrificazione delle banchine".

Il rischio è che le infrastrutture non vengano utilizzate, come ad esempio succede alle banchine Psa a Pra’. Arera non indicherà una tariffa calmierata. Come se ne esce?
"Siamo nell’ambito di un percorso di innovazione dei modelli. Genova ha iniziato l’elettrificazione delle banchine con le riparazioni navali, nel 2017. Adesso siamo in una situazione nuova: abbiamo, da un lato, le regole europee che impongono la riduzione delle emissioni e, dall’altro, 700 milioni di fondi del Piano nazionale di Ripresa e resilienza destinati proprio all’elettrificazione delle banchine. Le infrastrutture vanno realizzate, anche se, come spesso succede in questo Paese, non si è pensato alle regole che devono governare il cambiamento. Nel caso del cold ironing, il modello da perseguire è il modello di servizio, in cui l’erogazione comprende la tariffa e le attività accessorie. La logica del servizio mette d’accordo tutti".

Come deve essere il modello di servizio?
"Deve essere normato dal governo, in modo tale che venga offerto un servizio competitivo rispetto ai costi sostenuti attualmente dagli armatori, altrimenti l’infrastruttura non viene utilizzata".

L’armamento chiede che la costruzione dell’infrastruttura e l’erogazione dei servizio siano assegnati con gare distinte.
"La posizione del documento è condivisa. Malgrado non siano definiti i modelli di servizio, a fronte di 700 milioni destinati all’elettrificazione l’Autorità portuale di Genova è stata la prima a bandire le gare per investire le risorse. Ora, per i prossimi bandi occorre accelerare la definizione del modello di servizio, in uno scenario in cui le condizioni di prezzo dell’energia sono variate. Una volta definito il modello si faranno gare coerenti con quel modello, che dovrà garantire competitività all’armamento".

I 700 milioni del Pnrr rischiano di trasformarsi in una cattedrale nel deserto?
"Il position paper ha il compito di sollevare i problemi che vanno affrontati immediatamente affinché quei 700 milioni non generino cattedrali nel deserto, ma assolvano invece all’obiettivo di ridurre le emissioni in porto. Spero che il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili affronti la questione, la nostra suggestione è che lo faccia il prima possibile».

Nel documento di Confinustria Genova si parla anche di efficientamento e rinnovabili. Quali misure per ridurre i consumi nei porti?
"Si possono installare impianti fotovoltaici sui tetti, pompe di calore, illuminazione a led. I green ports hanno a disposizione risorse del Pnrr per 270 milioni di euro".

La crisi energetica complica e rallenta la transizione?
"La transizione si compone di un mix di soluzioni che possono essere modificate in corso d’opera. Non possiamo perdere l’opportunità del Pnrr, altrimenti il nostro sistema portuale perderà competitività rispetto agli altri Paesi".

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