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In banchina come alla dirigenza, ancora troppe poche donne nei porti

Musso (Wista): “Ridurre il divario di genere nei porti”

Wista Italy, l’associazione delle professioniste dello shipping, da sempre attiva sul tema della parità di genere nel settore marittimo e portuale, lo scorso anno partecipava alle iniziative promosse da Assoporti e dalle Autorità di sistema portuale nazionali

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Costanza Musso, presidente di Wista Italia

 

Genova - Wista Italy, l’associazione delle professioniste dello shipping, da sempre attiva sul tema della parità di genere nel settore marittimo e portuale, lo scorso anno partecipava alle iniziative promosse da Assoporti e dalle Autorità di sistema portuale nazionali in seno al progetto “Women in Transport - the Challenge for Italian Ports” nell’ambito del Patto per la Parità di genere.

A un anno di distanza, il presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri, ha rinnovato l’impegno dell’associazione dei Porti italiani in questo passo nel percorso dedicato al lavoro femminile in ambito portuale.

La presidente di Wista Italy, Costanza Musso, ha accolto con favore il messaggio di Giampieri: “Ringrazio il presidente di Assoporti per il rinnovato impegno nella lotta contro le disuguaglianze di genere, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite nonché con le priorità dell’Unione europea e del Piano nazionale di Ripresa e resilienza - ha detto Musso -. Nel settore marittimo e portuale la parità di genere è una strada ancora lunga da perseguire. La nostra associazione nazionale, insieme a Wista International, lavora quotidianamente per sviluppare e diffondere tre obiettivi fondamentali: inclusione, valorizzazione e potenziamento delle donne nel commercio e nel settore marittimo”.

Su 1,2 milioni di marittimi in attività a livello globale, le donne rappresentano solo il 2%. Numeri molto significativi se si considera che di questo 2%, più del 90% sono impiegate nel settore crocieristico (dati dell’Organizzazione marittima internazionale).

Nello shipping, tradizionalmente di dominio del genere maschile, a livello globale le donne ancora oggi faticano ad accedere a gran parte delle professioni del settore. A livello nazionale il dato peggiora ulteriormente e scende al di sotto di questo 2%.

Se si amplia l’indagine anche al settore portuale il panorama non cambia. Su 16 Autorità di sistema portuale solo una donna ricopre il ruolo di segretario generale, Antonella Scardino Autorità di sistema del Mare Adriatico Settentrionale, mentre nessuna donna siede più sulla poltrona della presidenza.

Secondo i dati aggiornati di Assoporti, nelle Autorità di sistema portuale nazionali a fronte di un numero totale di 1.363 dipendenti, le donne sono 592 quindi il 43% ma scendono al 22% a livello di dirigenti.

Nei servizi tecnico-nautici si trovano: tra  piloti una donna, tra i rimorchiatori tre donne (Brindisi, Cagliari, Venezia); tra gli ormeggiatori non ci sono donne sulle banchine, e c’è solo una donna gruista a Genova.

Nei direttivi delle associazioni di categoria: fra i terminalisti: nessuna donna; im Confitarma due donne; in Assarmatori una donna: “I dati del settore - specifica Musso - evidenziano significative criticità, sia a livello globale che a livello nazionale, per quanto riguarda il piano occupazionale e il livello retributivo. Due facce della stessa medaglia: le donne fanno più fatica a entrare in questo settore professionale. Inoltre, con maggiore difficoltà raggiungono i vertici aziendali, sia nel privato che nel pubblico. anche per un fattore di tipo culturale, perché la leadership è ancora prevalentemente maschile. Le donne possono concretamente contribuire alla costruzione della diversity leadership perché a parità di merito sono in genere portate alla mediazione e sintesi di posizioni contrapposte e sono dotate di spiccate qualità in termini di risoluzione dei problemi e capacità di lavorare contemporaneamente su più fronti operativi, fattori che in un mondo sempre più digitale e veloce contribuiscono alla competitività, l’innovazione e la crescita. Occorre abbattere gli stereotipi di genere, che ancora oggi permangono nel settore e imporre un cambio di mentalità e di impostazione culturale a tutti i livelli. Ci vuole uno scatto d’orgoglio di tutto il settore che non è più rimandabile”. Infine, conclude Musso, “Wista c’è e contribuirà con impegno e determinazione ad un dibattito costruttivo con tutte le parti con proposte concrete da realizzare con urgenza”.

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