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Diga di Genova, sul pericolo ricorsi lo scudo del Pnrr

Com’era da attendersi, la cordata che non ha vinto la gara d’appalto per la nuova Diga foranea del porto di Genova ha già fatto istanza di accesso agli atti, per confrontare le procedure negoziate dell’Autorità portuale con i due soggetti che erano in pista

di Alberto Quarati
2 minuti di lettura

Una simulazione della nuova Diga foranea del porto di Genova

 

Genova - Com’era da attendersi, la cordata che non ha vinto la gara d’appalto per la nuova Diga foranea del porto di Genova ha già fatto istanza di accesso agli atti, per confrontare le procedure negoziate dell’Autorità portuale con i due soggetti che erano in pista, quindi appunto il raggruppamento Eteria-Acciona e quello che ha ottenuto l’affidamento dei lavori, ossia WeBuild-Fincantieri.

In questi casi, se un soggetto soccombente a una gara vuole vederci chiaro sulle procedure, è perché un pensiero a un ricorso lo sta facendo, ma va detto che se, stando alle indiscrezioni, la domanda è stata presentata già giovedì in serata, i tempi per un’eventuale battaglia al Tar non sono ancora maturi, perché Palazzo San Giorgio adesso deve materialmente inviare gli atti, che dovranno poi essere sottoposti allo studio degli esperti legali cui Eteria-Acciona farà riferimento per poter analizzare le carte.

Paolo Emilio Signorini, presidente dei porti di Genova e Savona, conferma che in effetti il raggruppamento ha presentato la domanda, spiegando però come sia "abbastanza comune che in questo tipo di gare chi risulta secondo presenti istanza di accesso, per vedere gli atti con cui sono state prese le decisioni”.

Ma un eventuale ricorso può bloccare la costruzione della nuova Diga? “No - risponde Signorini - perché per le opere collegate al Piano di Ripresa e resilienza c’è una norma specifica che prevede che l’opera non venga bloccata, previa votazione del collegio dei giudici": in effetti, è già con l’articolo 48 del decreto legge Semplificazioni del 2021 che viene in sostanza sancita in maniera pesante la prevalenza, rispetto alle istanze del soggetto ricorrente, dell’interesse pubblico a realizzare l’opera nei tempi programmati per tutti progetti del Pnrr, ma anche del Pnc (Piano nazionale complementare, che per decreto del ministero dell’Economia è collegato al Pnrr e in cui rientra la Diga) e dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali Ue. Nei fatti, il Dl Semplificazioni - tra l’altro richiamandosi a sua volta a un articolo del Processo civile pensato per tutelare le opere della Legge Obiettivo - rende molti stringenti sia le condizioni entro le quali il giudice può chiedere la sospensiva, sia quelle in cui può revocare il contratto, perché anche nel caso in cui questo risulti illegittimo, prevale comunque la necessità di realizzazione dell’opera.

In aggiunta, un decreto di luglio comprime i tempi del procedimento, sia davanti al Tribunale amministrativo regionale che davanti al Consiglio di Stato, e questo per consentire alle opere di rimanere comunque entro le tagliole temporali previste dal Pnrr - sempre che, ed è il caso delle opere inserite nel Pnc, il prossimo governo decida di eliminare il vincolo al Recovery Plan per dare più tempo alla loro realizzazione. In pratica, alle condizioni attuali, al ricorrente rimarrà la possibilità di puntare soprattutto all’entità economica del risarcimento.

La nuova Diga sarà un’opera complessa, e proprio per questo Andrea Tafaria, segretario generale della Filca Cisl Liguria, sottolinea come per la sua realizzazione oggi manchino sul territorio figure professionali adeguate, per esempio "perforatori, carpentieri, lavoratori in ambienti confinati, dumper, escavatoristi e palisti”: proprio per questo la Cisl propone un incontro con la cordata WeBuild per avviare “un cammino virtuoso con la Scuola Edile” che favorisca l’inserimento in queste mansioni di giovani e disoccupati.

La Diga, sottolinea Antonio Apa, segretario generale della Uilm genovese, "darà lavoro a oltre 1.000 addetti, e sarà dunque un eccezionale volano occupazionale per il nostro territorio”:  resta invece molto critico sulla Diga così come progettata, l’esperto di opere marittime ed ex consulente del Rina nelle prime fasi, Piero Silva, che sostiene come l’esecuzione dei lavori durerà 15 anni, che è difficile fare un consolidamento geotecnico oltre 35 metri (la Diga in alcuni punti scende a 50), e che l’opera alla fine costerà ben oltre due miliardi.

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