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La crisi del lavoro nel porto di Genova

Precari Culmv, nessuna intesa: resta il nodo delle assunzioni

Nessuna intesa, almeno per il momento, sul futuro degli 86 portuali interinali della Culmv. Il vertice programmato ieri pomeriggio a Palazzo San Giorgio è stato aggiornato a martedì prossimo

di Matteo Dell'Antico
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Il Console della Compagnia Unica, Antonio Benvenuti (secondo da destra) alla manifestazione dei portuali precari a Genova (Davide Pambianchi - Freaklance)

 

Genova – Nessuna intesa, almeno per il momento, sul futuro degli 86 portuali interinali della Culmv. Il vertice programmato ieri pomeriggio a Palazzo San Giorgio è stato aggiornato a martedì prossimo.

Nella sede dell’Authority, oltre ai sindacati, erano presenti tra gli altri il presidente dell’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona, Paolo Emilio Signorini, l’assessore comunale con delega al Porto, Francesco Maresca, e il console della Compagnia Unica, Antonio Benvenuti.

L’obiettivo dell’incontro era quello di trovare una soluzione per i lavoratori che chiedono di essere stabilizzati e ormai da quasi tre anni operano sui moli come somministrati: in buona sostanza, vengono chiamati a lavorare in banchina nei giorni di maggiore traffico in cui non è sufficiente il solo impiego dei soci della Culmv.

Lo scorso febbraio, a Palazzo San Giorgio, è stato siglato un accordo tra sindacati, Comune e Autorità di sistema portuale che prevedeva l’individuazione delle “società partecipate del Comune (quali ad esempio Aster, Amiu e Amt) presso le quali bandire le posizioni lavorative per la stabilizzazione di 41 lavoratori interinali”: gli altri portuali che non avranno la possibilità di essere assunti dal Comune invece verranno stabilizzati - così diceva l’accordo - “presso la società Intempo”, che fornisce manodopera alla Culmv, quando il lavoro in banchina non può essere svolto dai soli soci della Compagnia Unica, e “adibiti allo svolgimento di attività portuali”.

I lavoratori, nei giorni scorsi, hanno deciso di incrociare le braccia denunciando da tempo il mancato rispetto degli accordi e chiedendo garanzie per il futuro. Tra le ipotesi in campo - per ora senza successo - è stata messa anche quella di valutare una stabilizzare dei lavoratori precari come soci ordinari all’interno della Culmv. Ma visto il mancato accordo, la trattativa proseguirà martedì prossimo, sempre a Palazzo San Giorgio.

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