In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog
Il documento

Concessioni, blitz di Giovannini. Stretta sulle verifiche in banchina: “Controlli eseguiti ogni cinque anni”

Un blitz all’ultimo minuto, un’eredità pesante per il prossimo governo che adesso ha sul tavolo il nuovo regolamento delle concessioni portuali. È un provvedimento atteso da almeno un decennio dal settore

di Si. Gal.
1 minuto di lettura

Al centro, Enrico Giovannini, ex ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibile (Pambianchi - Freaklance)

 

Genova – Un blitz all’ultimo minuto, un’eredità pesante per il prossimo governo che adesso ha sul tavolo il nuovo regolamento delle concessioni portuali. È un provvedimento atteso da almeno un decennio dal settore e serve per sfoltire quella giungla che oggi non rende uguali le condizioni per ottenere o prolungare le autorizzazioni a operare su una banchina di un porto italiano e nemmeno i costi per poterlo fare, visto che ogni scalo decide i proprio canoni.

La corsa all’approvazione doveva passare dal Consiglio di Stato, ultimo scoglio per il lavoro degli uffici del Ministero dei Trasporti. Il passaggio più significativo è sui controlli: il governo ha già deciso di stringerli come scritto negli articoli del regolamento, ma adesso i giudici, nel dare il parere positivo, chiedono addirittura un ulteriore giro di vite.

Già il ministero vuole introdurre check quinquennali per le concessioni di durata superiore ai cinque anni. Ma nel parere il Consiglio di Stato si suggerisce “di valutare l’opportunità di introdurre un ulteriore comma contenente l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio dell’attività di verifica, a cadenza annuale o quinquennale svolta dalle Autorità Portuali in merito alla corretta applicazione delle disposizioni contenute nel regolamento, nonché una banca dati in cui far confluire gli esiti di detta attività”: se gli impegni presi dagli operatori - investimenti, traffici e piano occupazionale - non saranno rispettati, potrà scattare la revoca. Non solo: il regolamento blocca anche le proroghe superiori a cinque anni. “L’autorità concedente può autorizzare una maggior durata della concessione, comunque per un periodo non superiore ai cinque anni, parametrata all’ammortamento degli investimenti, per consentire la realizzazione di nuovi interventi che risultino necessari per l'adeguamento delle strutture portuali o il mantenimento della loro funzionalità”.

Addio agli allungamenti pluriennali. E anche in caso di una nuova concessione superiore a 40 anni, dovrà arrivare l’ok del ministero. Ultima nota: grande spazio è dato alla sostenibilità, cavallo di battaglia dell’ex ministro Enrico Giovannini che aveva per questo anche cambiato il nome al ministero.

Più un concessionario è sostenibile, minore sarà il canone da pagare perché quel valore dato “all’efficienza energetica” sarà calcolato nella parte variabile del conto da pagare all’Autorità portuale.

I commenti dei lettori