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I dati del 2022

Messina: meno container, più carichi speciali

Per Intermodal Maritime Terminal (Imt), il terminal nel porto di Genova del gruppo Ignazio Messina (51%) e Msc (49%), il 2022 ha visto proseguire il calo del traffico di container, ma anche una tenuta dei rotabili e il sostanziale ingresso nella gestione della merce varia

di Francesco Margiocco
1 minuto di lettura

Il riempimento tra il Moli Ronco e Canepa al Terminal Imt

 

Genova – Per Intermodal Maritime Terminal (Imt), il terminal nel porto di Genova del gruppo Ignazio Messina (51%) e Msc (49%), il 2022 ha visto proseguire il calo del traffico di container, ma anche una tenuta dei rotabili e il sostanziale ingresso nella gestione della merce varia, cresciuta del 328% da 13 mila a 58.700 tonnellate.

I teu movimentati sono stati infatti 173.600 (-8,4% dopo il -23% del 2021), un rallentamento che per l’amministratore delegato Ignazio Messina “è dovuto principalmente a un nuovo mix di clienti che si sono avvicendati nel terminal in questi ultimi anni e, soprattutto in prospettiva, alle strategie di sviluppo delle grandi opere di infrastrutturazione nel porto di Genova (la nuova Diga, ndr) che purtroppo non permetteranno al nostro terminal di poter ricevere le navi di maggiori dimensioni, con una forte limitazione nello sviluppo dei traffici nel settore container”.

I Messina hanno il loro approdo di fronte all’accesso portuale di Ponente e accanto alle aree ex Ilva, dove il transito, anche con la nuova Diga, sarà limitato alle navi di media dimensione. A compensare la frenata dei container sono stati i carichi non containerizzati, come alluminio, coils, tubi, colli eccezionali e yacht: le merci varie: "Siamo riusciti ad acquisire nuovi servizi regolari per l’imbarco-sbarco di yacht su navi auto-affondanti - racconta Messina - e nel nostro terminal è approdata la nave più grande di questo genere mai costruita. È una tipologia di traffici da sempre molto attenta alla qualità e che ha trovato nel nostro terminal il giusto partner”.

Cresce anche l’attività intermodale del terminal, con volumi di traffico ferroviario da e per il Nord Italia, Segrate, Dinazzano, Brescia, Vicenza e Rivalta Scrivia, aumentati del 12% rispetto all’anno scorso e del 20% rispetto al 2020.

Finiti i dragaggi, entro i primi sei mesi di quest’anno sarà terminata la prima fase di cantierizzazione del riempimento Ronco-Canepa, con la conseguente consegna del nuovo tratto di 300 metri lineari di approdo che porterà l’intera banchina a una lunghezza di 650 metri, oltre all’immediata area adiacente di circa 2.500 metri quadrati.

Diga o meno, Messina ritiene che, grazie agli investimenti fatti e da fare, come la futura costruzione di un "parco ferroviario con cinque-sette binari” il terminal avrà tutti gli strumenti per avviare nuovi traffici.

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