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Aumento del 25% solo sui minimi

Canoni boom, i terminalisti propongono la mediazione

Vertice ieri mattina al ministero dei Trasporti fra le associazioni dei terminal portuali, le Authority di sistema e gli armatori, ricevuti dal viceministro Edoardo Rixi. La discussione era sul regolamento delle concessioni, ma sul tavolo c’era anche il tema del super-aumento dei canoni

di Alberto Quarati
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Il vertice ieri mattina al ministero: quinto da sinistra, il viceministro Edoardo Rixi

 

Genova – Vertice ieri mattina al ministero dei Trasporti fra le associazioni dei terminal portuali, le Authority di sistema e gli armatori, ricevuti dal viceministro Edoardo Rixi. La discussione era sul regolamento delle concessioni, ma sul tavolo c’era anche il tema del super-aumento dei canoni demaniali, lievitato da inizio anno del 25,1% dopo il 8% del 2022.

Per evitare un conto da circa 15 milioni, i terminalisti hanno proposto che l’aumento sia applicato solo ai canoni rimasti fermi ai minimi di legge: fatta la media tra i terminal che hanno i canoni più alti e quelli con i canoni più bassi, la media nazionale farebbe 8%.

I terminal propongono che siano i presidenti dell’Autorità di sistema portuale a discutere l’intervento con Rixi in sede di Tavolo nazionale di coordinamento. Tramonta insomma l’ipotesi, almeno a breve termine, di un intervento normativo a monte per calmierare l’aumento, temuto da terminalisti alle prese, come tutte le industrie, con un +40% di costi dell’energia elettrica e un +30-40% di costi per l’acquisto di nuovi equipaggiamenti di banchina (mezzi e gru).

Quanto al nuovo regolamento, per Rixi "il cluster marittimo ha dato un giudizio positivo alle proposte del Mit per la revisione del regolamento sulla disciplina per il rilascio di concessioni di aree e banchine. Una discussione costruttiva per mettere le basi su soluzioni condivise sulle nuove linee guida per il regolamento delle concessioni di un comparto fondamentale per l’economia nazionale. Un primo tassello verso una riflessione a tutto tondo sul futuro del sistema portuale italiano”. All’incontro c’erano i rappresentanti di Assiterminal, Fise Uniport, Assologistica, Assocostieri, Assoporti, Assarmatori e Confitarma.

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