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Il risiko delle aree

Depositi chimici Genova, altolà dei terminalisti: “Non a Sampierdarena”

In questi giorni l’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona sta raccogliendo da parte delle categorie portuali le osservazioni al Piano operativo triennale, cioè la strategia che Palazzo San Giorgio dovrà adottare nei prossimi tre anni su investimenti e pianificazione

di Alberto Quarati
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

L'area portuale di Sampierdarena (frk)

 

Genova – In questi giorni l’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona sta raccogliendo da parte delle categorie portuali le osservazioni al Piano operativo triennale, cioè la strategia che Palazzo San Giorgio dovrà adottare nei prossimi tre anni su investimenti e pianificazione.

Un Piano delicato, su cui nascerà il Piano regolatore del porto. Questo confronto avviene nel quadro di un organismo che si chiama Tavolo di partenariato. In questo quadro, i terminalisti hanno inviato all’Authority poche righe, ma significative.

Tre punti, dove spicca il “no” al trasferimento dei Depositi chimici delle società Superba e Carmagnani, oggi a Multedo, nell’area di Ponte Somalia, nel bacino di Sampierdarena. Nei fatti, la email firmata dal rappresentante Beppe Costa, che è anche presidente della sezione Terminal Operators di Confindustria, conferma il “no” che gli imprenditori del porto avevano espresso il 30 dicembre 2021, nella commissione consultiva (altro organismo che serve all’Autorità portuale per avere pareri da operatori e sindacati sul rilascio di concessioni e autorizzazioni) che bocciò la modifica della concessione del Terminal San Giorgio, che comprende anche Ponte Somalia, per potervi insediare i Depositi - l’Authority peraltro era andata avanti lo stesso con la pratica.

Costa puntualizza un concetto presente solo per metà nel Position Paper di Confindustria sul porto, formalizzato dall’associazione a marzo 2022, focalizzato proprio sugli sviluppi dello scalo di Genova e meglio delineato in un documento sul nuovo Piano regolatore consegnato all’Authority circa un mese fa: nel Paper infatti si chiedeva che Palazzo San Giorgio avviasse "l’iter per la delocalizzazone in porto dei Depositi chimici di Multedo”, ma non veniva specificato dove questi Depositi dovessero andare.

Ora è stato chiarito che per i terminalisti in porto vanno messi, ma non a Sampierdarena: "Il motivo di questa nostra precisazione, che non è la mia idea personale ma è la posizione espressa dai terminali - spiega Costa - è per non fare morire la Sampierdarena Olii, che oggi ha gli accosti nell’area dove dovrebbero insediarsi i Depositi”.

Osservazione tecnica simile Costa l’ha espressa anche per un’altra area, la Calata Ignazio Inglese, all’interno del Genoa Port Terminal del gruppo Spinelli. In questo caso, di fronte a un’ipotesi di riempimento dello specchio acqueo per fare un’unica grande banchina lineare dedicata ai container sotto la Lanterna, Costa ricorda che a Calata Inglese ci sono anche gli attracchi delle navi per la Silomar, terminal che movimenta prodotti chimici e non ha l’affaccio diretto sul mare, come del resto la Sampierdarena Olii.

Sempre nell’ambito della banchina unica, Costa promuove invece il riempimento della Calata Concenter. La mossa di Costa è piuttosto discussa in porto: qualcuno adombra il conflitto di interessi, perché la sua Saar aveva presentato con Silomar e Sampierdarena Olii istanza concorrente rispetto alla Superba per occupare le aree dei Depositi.

Inoltre, il mestiere di queste tre aziende è simile a quello di Superba e Carmagnani, pure se le tipologie di merce gestita non sono sovrapponibili, ma sempre di depositi costieri si tratta. Sul fronte delle imprese delle Riparazioni navali, anch’esse al Tavolo di partenariato, anche qui ci sono richiami al Position Paper, e in particolare la necessità dell’area di avanzare verso il mare, una volta che sarà pronta la nuova Diga foranea.

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