Ferrovie, il trasporto passeggeri verso la liberalizzazione / FOCUS

A cura di ASLA - l’Associazione degli Studi Legali Associati

di Marco Cottone*

Milano - Il 22 dicembre 2018 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 il decreto legislativo n. 136 del 23 novembre 2018 (il “Decreto”) che recepisce la Direttiva UE 2016/2370 (la “Direttiva”) a completamento della liberalizzazione in ambito comunitario e nazionale dei servizi di trasporto ferroviario di passeggeri.

La Direttiva fa parte del c.d. Quarto Pacchetto ferroviario (composto inoltre dalla Direttiva UE 2016/797 sulla interoperabilità del sistema ferroviario dell’UE e dalla Direttiva UE 2016/798 sulla sicurezza delle ferrovie) che ha l’obiettivo di fornire importanti indirizzi agli Stati membri per l’apertura al mercato dei servizi di trasporto ferroviario nazionale e per la governance dell’infrastruttura ferroviaria.

In attuazione delle previsioni contenute nei pacchetti comunitari, l’assetto nazionale del sistema ferroviario è da alcuni anni caratterizzato dalla separazione tra gestione dell’infrastruttura ferroviaria e svolgimento del servizio, alla quale si è accompagnata la separazione societaria tra Rete Ferroviaria Italiana (società titolare della concessione sessantennale della rete) e Trenitalia (società affidataria dei contratti di servizio pubblico nazionale ferroviario passeggeri e merci). Tali imprese sono considerate, ai sensi della Direttiva, come integrate verticalmente e dunque assoggettate agli obblighi di indipendenza e imparzialità del gestore introdotte sia dalla Direttiva sia dal Decreto.

A tale riguardo, il Decreto, che modifica il previgente decreto legislativo n. 112/2015, con l’introduzione dei nuovi articoli 11 e 11bis introduce rilevanti novità sulla necessità di garantire l’indipendenza e l’imparzialità del gestore dell’infrastruttura, evitando così che questa sia compromessa da un conflitto di interesse. A tale fine, la norma impone ai soggetti del gestore che svolgono attività decisionali nell’ambito dell’adozione di atti relativi alle funzioni di gestione e pianificazione del traffico l’obbligo di rilasciare, in favore delle società di appartenenza, una dichiarazione con cadenza annuale relativa ad ogni eventuale conflitto di interesse personale di tipo finanziario, economico o professionale connesso, anche solo potenzialmente ad un’impresa ferroviaria.

Il Decreto inoltre contiene una serie di disposizioni che mirano a snellire le procedure di ingresso di nuovi operatori nel mercato italiano con l’obiettivo di migliorare i servizi offerti. Per quello che riguarda il trasporto passeggeri, l’obiettivo è diversificare l’offerta favorendo l’ingresso di nuovi operatori nella gestione del trasporto entro la fine del corrente anno. In particolare, l’art. 9 del Decreto, che modifica l’art. 12 del precedente decreto legislativo 112/2015, regola il diritto di accesso all’infrastruttura che deve avvenire a condizioni eque e non discriminatorie; tale diritto può essere soggetto a limitazioni da parte dell’organismo di regolazione, individuato nell’Autorità dei Trasporti, laddove l’ingresso di nuovi operatori possa compromettere l’equilibrio economico di un contratto di servizio pubblico che copra lo stesso percorso o un percorso alternativo.

Un’altra importante novità è quella contenuta al comma 3 dell’art. 20 del Decreto nella parte in cui si dispone la conversione delle “licenze nazionali” in “licenze” ai fini del superamento della distinzione tra “licenza nazionale” e “licenza europea”, analogamente a quanto è stato attuato nelle altre modalità di trasporto.

Il meccanismo delineato dal Decreto punta a garantire maggiore indipendenza al soggetto gestore della rete ponendolo finalmente in una posizione equidistante rispetto agli altri player del settore favorendo l’accesso di nuovi operatori.

Con il completamento del Quarto Pacchetto ferroviario l’intento esplicito del legislatore comunitario è di assicurare entro il 2035 un rilevante incremento del traffico passeggeri (che allo stato attuale non riesce a eguagliare i livelli di crescita del trasporto aereo) attraverso l’aumento della concorrenza e l’introduzione di benefici finanziari per le imprese e per i passeggeri dell’Unione.

* Legance - Avvocati Associati, Senior Associate - Dipartimento di Diritto della Navigazione e dei Trasporti

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