In Cina i treni super-veloci rischiano l'impatto con i bilanci in rosso

Sono 35mila i chilometri già disponibili sul territorio e nella rete i treni viaggiano ad una velocità minima pari a 200 chilometri orari. Ad oggi risultano connesse tutte le principali città del Paese

Un passeggero acquista un biglietto nella stazione Alta Velocità di Hong Kong

di Elisa Gosti

Pechino - La Cina ha puntato molto sulle ferrovie ad alta velocità negli ultimi anni, rendendosi protagonista di una crescita esponenziale nel settore. Questo risultato è fonte di orgoglio per una gran parte del popolo cinese ma esistono alcune questioni aperte relative all’impronta ambientale dell’alta velocità, così come alla sicurezza e alla sostenibilità finanziaria del sistema. Un cambiamento che si racconta meglio attraverso le esperienze umane.

Nonostante viva solo a 200 chilometri da Pechino, Wang Dianqi, prima di questo inverno, raramente tornava a Zhangjiakou, il suo paese di origine nella parte settentrionale della provincia di Hebei. Il viaggio, infatti, richiedeva all’accademico ben cinque ore di guida tra montagne e autostrade congestionate, anche di più se sceglieva di utilizzare il vecchio sistema ferroviario funzionante con binari costruiti oltre cento anni fa. La situazione è cambiata radicalmente nell’ultimo periodo: Wang Dianqi ha potuto usufruire del primo treno “smart” ad alta velocità della Cina, che può raggiungere anche i 350 chilometri orari. «È molto più conveniente - afferma lo stesso Wang che, per la prima volta, può dire di sentirsi vicino a casa viaggiando con sua moglie per andare a far visita ad un parente malato - L’utilizzo delle nostre tecnologie ci rende molto orgogliosi». Il nuovo servizio, lanciato in previsione dei giochi olimpici invernali del 2022 che avranno luogo in Cina, taglia considerevolmente i tempi di percorrenza tra Pechino e Zhangjiakou – che ospiterà alcune gare di sci – riducendoli ad un’ora. La nuova linea ha riscosso un buon successo fin da subito: operativa dalla fine di dicembre 2019, ha registrato un’occupazione media dei posti a sedere pari all’85% già nelle prime due settimane, secondo quanto dichiara l’agenzia ufficiale cinese Xinhua News Agency. La Cina, come già detto, ha espanso il suo sistema ad alta velocità in tempi record.

Sono 35mila i chilometri già disponibili sul territorio e nella rete i treni viaggiano ad una velocità minima pari a 200 chilometri orari. Ad oggi risultano connesse tutte le principali città del paese, così come numerose città minori: quelli che una volta erano percorsi pesanti, di difficile e lunga percorrenza, sono diventati confortevoli viaggi di poche ore. Con un investimento finanziario ingente, pari a 1 miliardo di dollari dal 2009 ad oggi, l’impegno del governo nella costruzione di una ferrovia ad alta velocità rappresenta una componente fondamentale del modello di sviluppo cinese. Nonostante si tratti di un cambiamento epocale, che ha visto una trasformazione profonda del sistema dei trasporti in meno di una generazione, l’espansione della rete ferroviaria cinese non ha incontrato l’apprezzamento universale. Ambiente e sicurezza sono le questioni più importanti che evidenziano i detrattori, senza tralasciare l’aspetto finanziario. Infatti, mentre Pechino sta vendendo il suo sistema ad alta velocità nei paesi coinvolti dalla Belt and Road Initiative, la China State Railway Group – principale investitore e operatore del sistema – sta combattendo con i debiti. La sostenibilità finanziaria di una rete ad alta velocità così grande deve essere verificata, affermano i critici. Non è detto che tutte le linee possano essere performanti e coprire gli alti costi di gestione che generano. «Gran parte della rete è stata costruita non per rispondere ad una specifica domanda ma solo al fine di promuovere la crescita ed è stata finanziata dal debito» ha dichiarato Frasee Howie, osservatore della Cina. Resterà da verificare come e quanto la Cina riuscirà ad assorbire le perdite e quando potrà capitalizzare l’impatto delle nuove infrastrutture. «Ogni moneta ha due facce – conclude Wang Dianqi – ma dobbiamo essere ottimisti e ogni cosa andrà per il verso giusto».

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