Usa, rallentano i treni merci: traffici in preoccupante flessione

La contrazione dei volumi trasportati su rotaia nel primo mese del 2020 non ha riguardato solo gli Stati Uniti ma più in generale tutto il Nord America: nel complesso il traffico ferroviario nordamericano è diminuito del 6,3%

Un treno merci in California

Genova - Negli Stati Uniti il traffico ferroviario sta affrontando un momento di crisi. Dati alla mano, i volumi movimentati su rotaia negli Usa quest’anno hanno registrato livelli nettamente più bassi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I dirigenti del settore rimangono cautamente ottimisti: secondo le stime, infatti, nella seconda parte del 2020 dovrebbe verificarsi un lieve recupero che potrebbe dare il via alla ripresa del settore. Nelle prime quattro settimane di quest’anno – secondo i dati ufficiali messi a disposizione dalla Association of American Railroads - il volume di traffico ferroviario nel paese ha raggiunto una quota pari a 1,9 milioni di carichi e unità intermodali, registrando una caduta del 7,6% rispetto alle prime settimane del 2019. Esaminando questo dato più nel dettaglio si osserva che la contrazione proviene da una diminuzione del 7,2% dei carichi (fissati a quota 924.394) accompagnata da una caduta del 7,9% delle unità intermodali (che hanno, invece, registrato quota 976.238 tra container e rimorchi).

La contrazione dei volumi trasportati su rotaia nel primo mese del 2020 non ha riguardato solo gli Stati Uniti ma più in generale tutto il Nord America: nel complesso il traffico ferroviario nordamericano è diminuito del 6,3% arrivando a quota 2,6 milioni tra carichi e unità intermodali. In Canada la percentuale della riduzione rispetto al 2019 è stata pari al 5% (con 561.844 tra carichi e unità intermodali), in Messico ha rappresentato il 7,3% (con una quota pari a 142.260). Come anticipato, gli analisti intravedono una possibilità di miglioramento nella seconda parte dell’anno: Analizzando i recenti cambiamenti, l’ambiente commerciale, che appariva decisamente negativo lo scorso anno, dovrebbe svilupparsi positivamente nei prossimi trimestri – ha dichiarato agli investitori il Ceo della Canadian National, JJ Ruest nel corso della presentazione relativa all’ultimo trimestre 2019 – Sono assolutamente cosciente che nulla può essere garantito con sicurezza ma la nostra visione si concretizza nel guardare con ottimismo alla seconda parte dell’anno per la costruzione di tutti i potenziali business. Le incertezze commerciali hanno posto una grande pressione sull’economia industriale degli Stati Uniti nel 2019, ma attualmente molti ambienti credono che i recenti accordi incoraggeranno investimenti di capitale nel settore manifatturiero.

La maggior parte delle aziende e dei grandi gruppi commerciali ha accolto positivamente l’accordo che Stati Uniti e Cina hanno finalmente siglato e ha interpretato questo momento come un segnale di distensione tra i due paesi per quanto riguarda la politica commerciale – spiega l’esperto di mercati Henry Byers - Tuttavia, con le tariffe di importazione che permangono su due terzi delle merci cinesi, le stesse aziende stanno segnalando la necessità che i due governi giungano ad una seconda fase, risolutiva, dell’accordo. Una buona notizia per quanto riguarda il traffico merci su rotaia negli Stati Uniti è rappresentata anche dalla firma, da parte del presidente Donald Trump e del Congresso, dell’intesa commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada. Grazie ad immensi sforzi siamo riusciti a rinnovare i legami con i paesi limitrofi, grazie ad un accordo di cui beneficeremo tutti – ha dichiarato il presidente della Association of American Railroads, Ian Jefferies – Insieme alla conclusione della prima parte della “tregua commerciale” con la Cina, l’agreement fornirà clienti certi al mercato ferroviario e renderà più competitiva l’economia degli Stati Uniti nel suo complesso.

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