Genova, un altro passo verso il nuovo ponte

Oggi i vertici di PerGenova e Salini, insieme ai commissari per la ricostruzione e l'emergenza del Morandi, Marco Bucci e Giovanni Toti, hanno firmato il cemento di un «baggiolo», ovvero la parte collocata sulla sommità, dell'ultima pila, la numero 12

Il nuovo ponte sul Polcevera

Genova - Neppure otto mesi fa, era il 25 giugno, pochi giorni prima che un'esplosione controllata abbattesse ciò che restava di ponte Morandi, le autorità e i vertici delle aziende che stanno costruendo il nuovo viadotto sul Polcevera avevano inciso la loro firma sulla prima gettata di calcestruzzo nella prima delle 18 pile del nuovo viadotto. Oggi i vertici di PerGenova e Salini, insieme ai commissari per la ricostruzione e l'emergenza del Morandi, Marco Bucci e Giovanni Toti, hanno firmato il cemento di un «baggiolo», ovvero la parte collocata sulla sommità, dell'ultima pila, la numero 12. Conclusa, davanti allo sguardo di tanti uomini e donne di cantiere, la fase 3 della costruzione del ponte. In otto mesi sono state eseguite le sottofondazioni, le fondazioni e le elevazioni, con una media di circa 3 pile al mese, tutte intorno ai 40 metri d'altezza.

«Temperanza e buon senso», queste le qualità, «le virtù cardinali» che hanno permesso al cantiere del nuovo ponte di Genova di procedere fino a ora a tempo di record, ha detto l'amministratore delegato di Salini Impregilo, Pietro Salini. «Costruire il nuovo ponte è come indossare i colori della Nazionale. C'è la spinta di milioni di persone che guardano e tifano perché tutti insieme riusciamo a vincere la sfida che ci siamo posti per il Paese. E vi assicuro che questo non è un miracolo, ma il frutto della potenzialità delle grandi aziende italiane», ha aggiunto sottolineando poi che a volte a queste aziende viene impedito di esprimersi. Anche il presidente della Regione Giovanni Toti ha parlato di «cantiere del buon senso». E della «buona volontà che tutti hanno dimostrato: dalle imprese, agli uomini e le donne impegnati in questo progetto, ormai da un anno, giorno e notte 24 ore su 24, dalla città al quartiere che hanno saputo reagire con grande collaborazione, fino alle istituzioni che hanno saputo dialogare, trovare accordi, aggirare ostacoli burocratici e trovare la strada per arrivare a questo straordinario risultato».

I prossimi step saranno il varo di altre 9 campate, tra cui 2 da 100 metri, il completamento degli impalcati con solette e asfalto, la realizzazione degli impianti e il collaudo. Entro la fine di febbraio salirà un altro impalcato da 100 metri, e l'ultimo intorno alla metà di marzo. Per il sindaco Bucci l'inaugurazione resta alla «fine della primavera». «Ma intanto - ha detto - quello che lanciamo oggi è un messaggio di efficienza non solo per Genova ma per l'Italia». Intanto domani partono anche le procedure per indennizzare gli autotrasportatori che, a causa del crollo del Morandi, hanno dovuto affrontare spese maggiori per la percorrenza forzata di tratti autostradali o stradali aggiuntivi. Gli aiuti sono relativi al periodo 2019: ci sono 80 milioni.

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