Il virus cancella il rigore tedesco: pronti 10 miliardi per salvare Lufthansa

Nonostante la buona notizia sugli aiuti di Stato per la compagnia di bandiera tedesca, che nella mattinata ha fatto correre il titolo in borsa, le trattative in corso con il governo di Berlino sono ancora in alto mare

Berlino - Per l'aviazione europea la turbolenza è appena cominciata. Ma mentre il gruppo tedesco Lufthansa discute sul pacchetto di aiuti statali, che le potrebbe portare in dote tra i 9 e i 10 miliardi di euro di capitale dallo Stato per riprendere quota nella devastante crisi prodotta dal coronavirus, la scandinava Sas annuncia 5000 esuberi (l'equivalente del 40% del personale) mentre British Airways prevede 12000 licenziamenti e una perdita nel risultato operativo di 535 milioni di sterline. Nonostante la buona notizia sugli aiuti di Stato per la compagnia di bandiera tedesca, che nella mattinata ha fatto correre il titolo in borsa, le trattative in corso con il governo di Berlino sono ancora in alto mare, riferisce la stampa d'Oltralpe. Dopo le perdite annunciate da Lufthansa la settimana scorsa per oltre 1,2 miliardi, il Ceo del gruppo Carsten Spohr ha fatto sapere di stare valutando anche l'opzione di un'insolvenza gestita in autoamministrazione, sul modello della compagnia aerea Condor.

Troppo pesanti sarebbero infatti le pressioni della politica sulle scelte della compagnia, sostiene il Ceo. La discussione al momento si gioca sul punto delle condizioni del salvataggio: il governo deve o meno salire a bordo e diventare grande azionista? E con quali poteri decisionali? Il gruppo preferirebbe evitare una presenza ingombrante, mentre la pressione maggiore verrebbe dal partito socialdemocratico, riferisce la Frankfurter Zeitung online. La riunione tenuta nella giornata di oggi tra la cancelliera Merkel e il Ceo Spohr non ha portato a un risultato definitivo, se non all'impegno di un pacchetto complessivo dello Stato per circa 10 miliardi, secondo la testata di Francoforte. Da fonti di governo Dpa apprende che in ogni caso una decisione finale potrebbe scivolare alla settimana prossima. Intanto la compagnia scandinava Sas rende noto in un comunicato «che ci vorranno alcuni anni prima che la domanda ritorni ai livelli visti prima di Covid-19». Il contributo dello stato danese e svedese, i due maggiori azionisti della società, è stato il 17 marzo di fornire garanzie per il credito e 275 milioni di euro di sostegno immediato. Diversa la sorte di British Airways, controllata dalla holding Iag. Per i suoi dipendenti la compagnia «sta formalmente notificando ai suoi sindacati una proposta di ristrutturazione e un programma di esuberi» a causa delle dure perdite registrate nel primo trimestre di 535 milioni, che ha fatto calare i ricavi del 13%.

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