Al Cociv i lavori per il Nodo ferroviario di Genova

Roma - È stato firmato ieri il contratto che affida al consorzio Cociv (contraente generale dei lavori del Terzo valico dei Giovi) il riavvio dei cantieri per il completamento delle opere civili delle Gallerie Colombo, San Tommaso e Polcevera del nodo ferroviario di Genova, per un importo dei lavori di 120 milioni di euro e 30 mesi di durata

Roma - È stato firmato ieri il contratto che affida al consorzio Cociv (contraente generale dei lavori del Terzo valico dei Giovi) il riavvio dei cantieri per il completamento delle opere civili delle Gallerie Colombo, San Tommaso e Polcevera del nodo ferroviario di Genova, per un importo dei lavori di 120 milioni di euro e 30 mesi di durata.

Così fanno sapere dal ministero dei Trasporti: «È un risultato che consentirà in tempi brevissimi (entro luglio) la ripresa progressiva dei lavori delle gallerie, parzialmente realizzati dai precedenti appaltatori. Saremo sul posto per l'inaugurazione di questo importante cantiere insieme all'amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, Maurizio Gentile, e al commissario del Terzo Valico, Calogero Mauceri. Li ringrazio entrambi per la professionalità e la serietà con i quali hanno portato avanti questo impegno»dichiara il ministro dei Trasporti, Paola De MIcheli.

Il potenziamento infrastrutturale del Nodo di Genova, ricordano dal Mit, rientra nell'ambito del Progetto unico che assicura il collegamento dell'ultimo miglio tra il Terzo valico dei Giovi e il porto di Genova per effetto della legge 55/19 pubblicata del 2019 che ha permesso l'unificazione dei progetti del Terzo valico, potenziamento Nodo di Genova e scalo di Genova-Campasso, per un valore complessivo, interamente finanziati, di 6,8 miliardi di euro.

L'opera rappresenta il collegamento diretto con il Terzo valico per i treni merci in partenza e in arrivo dal porto di Genova e permette di separare i flussi di traffico tra treni regionali e lunga percorrenza eliminando i colli di bottiglia dell'attuale Nodo genovese e consentendo l'incremento dell'offerta dei treni regionali e metropolitani in data odierna, continuano dal Mit, è stata inoltre contrattualizzata tra Rfi e Cociv la Variante alternativa allo Shunt di Novi Ligure, variante progettuale approvata con specifica delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica con la quale è stata definitivamente superata l'ipotesi progettuale iniziale eliminando il tratto della nuova linea che passava a Ovest di Novi, il cosiddetto Shunt di Novi, collegando direttamente la nuova tratta ferroviaria della città piemontese.

La soluzione in variante, partita nel 2017, sulla base delle richieste pervenute dal territorio, riduce di sette chilometri il tratto della nuova linea, creando un collegamento diretto fra Terzo valico e lo scalo merci di San Bovo. La Variante sarà meno costosa dello Shunt e comporterà una minore occupazione di suolo, una riduzione dei volumi di scavo e una riduzione degli impatti ambientali e idrogeologici.

Intanto i lavori in corso del Terzo valico sono ritornati pressoché ai livelli di produzione precedenti l'emergenza sanitaria coronavirus, e le attività adottano tutti i necessari e adeguati accorgimenti in coerenza con il Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid 19 nei cantieri, sottoscritto da Rfi con il ministro dei Trasporti, il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Associazione nazionale dei Comuni italiani, Unione delle Province italiane, Azienda nazionale autonoma delle Strade, Associazione nazionale dei costruttori edili, Alleanza delle Cooperative, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. Tutti i cantieri previsti dal progetto sono operativi, lo stato di avanzamento complessivo dei lavori del Terzo valico corrisponde al 40% circa.

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