Liguria sotto scacco: l'asfaltatura di un tratto della A7 manda in tilt il nodo genovese

Del caos che stringe in una morsa la città si sono accorti anche i manager riuniti a Palazzo Ducale per il forum European House Ambrosetti: «Il modello Genova ha funzionato ma non ce ne facciamo un vanto, perché abbiamo fatto il ponte ma ora la Liguria è bloccata» ha detto l'ad di Fincantieri, Giuseppe Bono

Genova - La chiusura di un tratto della autostrada A7 Genova-Milano, per una asfaltatura, ha dato il colpo di grazia alla viabilità messa in crisi dai cantieri delle gallerie e il nodo autostradale di Genova ha vissuto oggi una delle mattine peggiori. Il traffico è stato paralizzato per ore e migliaia di auto incolonnate hanno potuto iniziare a muoversi, lentamente, solo dopo le 11.15, quando il tratto è stato riaperto. Già esasperati per i lavori nelle gallerie, automobilisti e camionisti sono rimasti spiazzati da questa giornata lavorativa buttata via trovandosi imprigionati in code di 14 chilometri per Milano e di 9 verso la Francia.

Le immagini rilanciate sui social dalle persone esasperate e le notizie d'agenzia hanno fatto saltare sulla sedia, ancora una volta, il presidente della Regione Giovanni Toti: «Il nodo autostradale di Genova stamani è paralizzato. Credo che di fronte a 13 km di code, da giorni e giorni, previsti e prevedibili, dopo decine di appelli di tutte le categorie sociali ed economiche, un ministro che non sente il bisogno di intervenire dovrebbe trarne le conseguenze» ha scritto invitando la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli a fare un passo indietro. Del caos che stringe in una morsa la città si sono accorti anche i manager riuniti a Palazzo Ducale per il forum European House Ambrosetti: «Il modello Genova ha funzionato ma non ce ne facciamo un vanto, perché abbiamo fatto il ponte ma ora la Liguria è bloccata» ha detto l'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, a margine del convegno Liguria 2020. «Era meglio il ponte o la Liguria non bloccata? - si chiede Bono -Trenta chilometri di coda, stanno danneggiando tutti. C'è qualcosa che non funziona». Il ministro ha replicato a distanza annunciando che «nel Piano strategico #ItaliaVeloce sono pronti 16,4 miliardi per le infrastrutture della Liguria. È fondamentale che abbia un sistema infrastrutturale moderno e sicuro: porti, aeroporti, strade e ferrovie all'altezza del suo ruolo economico e turistico».

Nel pomeriggio la situazione è tornata alla "normalità", che significa disagi in A10 con un chilometro di coda, in entrambe le direzioni, tra il bivio A10/A26 Trafori e Arenzano, code in A26 al bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia provenendo da Gravellona Toce verso Ventimiglia, caselli chiusi nelle due riviere con tir e automobilisti costretti a invadere i fragili borghi antichi sul mare. Da Savona, il settore turistico chiede i danni a Aspi e Ministero dei Trasporti per l'isolamento della riviera che fa scappare gli ospiti. Upa, Federalberghi, Sindacato Italiano Balneari, Confesercenti Savona e Faita Liguria chiedono 6 milioni di danni. Il settore turistico ha stimato nel 10% le disdette nelle sole ultime tre settimane. «Già è una estate disgraziata, se poi ci aggiungiamo il caos delle autostrade ecco una situazione esplosiva - dice il presidente provinciale di Federalberghi Andrea Valle -. Non sappiamo quando finiranno i lavori, gli operatori del turismo sono stati lasciati soli, abbiamo calcolato un danno di circa 6 milioni».

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