Camanzi (Art): "Autostrade, si sta voltando pagina"

Nella relazione annuale al Parlamento, la settima per il presidente Andrea Camanzi, spicca in particolare il tema caldo delle concessioni autostradali

Roma - Dagli squilibri delle concessioni autostradali e aeroportuali alle licenze ingessate dei taxi, dal nodo dell'infrastruttura ferroviaria al contesto frammentario dei porti. Sono molte le criticità in cui versa il variegato settore dei trasporti. Un sistema tra i più esposti alle conseguenze della crisi del Covid, ma che è anche tra quelli che «maggiormente può contribuire alla ripresa». È questa la fotografia che arriva dal Rapporto annuale dell'Autorità di regolazione dei trasporti, che chiude con questo documento il suo mandato e lascia in eredità a chi verrà un'Autorità che con i suoi modelli tariffari ha saputo distinguersi in Europa diventando un vero e proprio «benchmark».

Nella relazione annuale al Parlamento, la settima per il presidente Andrea Camanzi, spicca in particolare il tema caldo delle concessioni autostradali, con il «nodo irrisolto dell'asimmetria che caratterizza i rapporti tra concedente e concessionario»: bene quindi il riesame delle concessioni avviato dal Mit e sollecitato in questa occasione anche dal presidente della Camera Roberto Fico, che indica la necessità di un «riequilibrio» dei rapporti. Un tema che vede in primo piano la vicenda Aspi: operazione su cui l'Autorità, pur non potendo esprimersi sul merito, riconosce di avere «aiutato» il percorso, mettendo a disposizione il proprio modello tariffario: e «tutto ciò che va nella direzione di applicare un modello di regolazione economica trasparente consente di girare pagina», osserva Camanzi. Cambiamenti in arrivo anche per gli aeroporti: le competenze dell'Autorità sono state estese anche agli aeroporti con contratti in deroga e dal luglio 2021 avranno i nuovi modelli dei diritti aeroportuali (quelli in vigore finora hanno consentito un decremento dei costi operativi unitari dell'11%), basati tra l'altro su parametri di efficienza oggettivi e rigorosi, maggiore trasparenza sull'uso dei proventi commerciali e monitoraggio degli incentivi.

Sul fronte ferroviario, invece, uno dei nodi riguarda l'adeguatezza dei livelli di separazione, con riferimento all'integrazione verticale del gestore dell'infrastruttura, Rfi, per il quale - sottolinea l'Autorità - «rimangono centrali le questioni della sua indipendenza». Scenario «frammentario e problematico» invece quello dell'applicazione dei criteri e principi di regolazione in ambito portuale, su cui l'Autorità sollecita riforma. Critico, infine, anche il servizio di taxi, con la «problematicità delle clausole di esclusiva» che fa si che il numero delle licenze negli ultimi 10 anni sia rimasto pressoché ingessato

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