Genova sogna la mega banchina di Sampierdarena

Genova - Quei 100 milioni di investimento sull’Hennebique serviranno a creare «700 nuovi posti di lavoro» oltre a far rivivere «una parte importante di Genova». E’ Cristian Vitali a fornire le cifre del progetto di riqualificazione dell’ex silos granaio del porto di Genova nel corso del convegno organizzato dall’Authority portuale "La ripresa del porto di Genova. Due anni dopo il crollo del ponte Morandi"

di Si. Gal.

Genova - Quei 100 milioni di investimento sull’Hennebique serviranno a creare «700 nuovi posti di lavoro» oltre a far rivivere «una parte importante di Genova». E’ Cristian Vitali a fornire le cifre del progetto di riqualificazione dell’ex silos granaio del porto di Genova nel corso del convegno organizzato dall’Authority portuale "La ripresa del porto di Genova. Due anni dopo il crollo del ponte Morandi". Il direttore generale dell’azienda che porta il suo nome e che ha vinto la gara per dare nuova vita all’edificio spiega che la vocazione delle crociere è fondamentale: «Abbiamo cominciato a collaborare con Stazione Marittima e i servizi alle crociere sono un aspetto importante del progetto».

E Federico Solimena, presidente di Stazioni Marittime conferma: «E’ per noi un’opportunità unica, abbiamo bisogno di un secondo terminal, mi sto battendo per affittare una parte consistente di questo terminal. Il mio azionista di riferimento (Msc Crociere, ndr)è favorevole a questa operazione». Non solo. Solimena lancia un appello a Costa Crociere sul nuovo terminal: «Credo ci sarà maggiore spazio per la compagni e penso che per loro sia molto meglio Stazione Marittima che Calata Gadda», facendo riferimento al progetto della nuova banchina che il gruppo genovese vuole costruire nel porto di Genova.

Sul fronte merci invece l’attenzione è puntata soprattutto sulla nuova diga: «Il progetto di fattibilità per la nuova diga del porto di Genova dovrebbe essere completato entro fine anno» spiega Alberto Scotti, numero uno di Technital, la società che ha realizzato il progetto: «Il tema è l'allargamento del canale navigabile: a lavoro finito tutte le banchine di Sampierdarena avranno davanti a sé un minimo di 400 metri di mare contro i 160-170 metri attuali. Un ampliamento enorme che consente la navigazione in sicurezza delle navi, le portacontainer da 400 metri e con qualche accorgimento in più anche quelle da 440 che si immagina possano entrare nel mercato». Un’opera che dovrebbe andare di pari passo con il tombamento dei moli a pettine dello scalo di Sampierdarena per ottenere un lunghissimo porto in linea. «È stato immaginato il tombamento di tutte le darsene - ha aggiunto Scotti -. La nuova diga può essere l'opportunità per creare una piastra lunga 3,2 chilometri e larga quasi 500 metri che diventa una cosa unica in Italia per uno scalo che non sia di transhipment. Questo, integrato con la viabilità interna e i collegamenti ferroviari consentirà uno sviluppo incredibile». Il presidente Paolo Signorini sta guidando la rivoluzione: «L'insieme delle misure, se ben attuato, trasformerà i Ports of Genoa in una realtà più connessa, sostenibile, intermodale e digitale».

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