"Recovery Fund per l'Alta velocità in Veneto"

Roma - Le risorse del Recovery fund per l’Alta velocità in Veneto e il nodo ferroviario di Padova, e un commissario per abbattere i tempi. A chiederlo è Massimo Finco, presidente vicario di Assindustria Venetocentro, dopo la firma in Comune dell’addendum al protocollo di intesa per la valorizzazione del nodo ferroviario di Padova tra ministero dei Trasporti, Regione Veneto, Comune di Padova, Rete ferroviaria italiana e Fs Sistemi urbani

Roma - Le risorse del Recovery fund per l’Alta velocità in Veneto e il nodo ferroviario di Padova, e un commissario per abbattere i tempi. A chiederlo è Massimo Finco, presidente vicario di Assindustria Venetocentro, dopo la firma in Comune dell’addendum al protocollo di intesa per la valorizzazione del nodo ferroviario di Padova tra ministero dei Trasporti, Regione Veneto, Comune di Padova, Rete ferroviaria italiana e Fs Sistemi urbani: «La firma dell’addendum al protocollo di intesa per il nodo ferroviario di Padova - sottolinea Finco - è un passo avanti sostanziale verso la città del futuro, ha il merito di fissare con definitiva chiarezza i rispettivi impegni progettuali e realizzativi (rimasti a lungo ambigui, e perciò eludibili), sull’Alta velocità da Vicenza a Padova, sulla riqualificazione dell’attuale stazione di Padova Centrale e la connessa ricucitura e riqualificazione urbana nell’area circostante fino al Polo dell’innovazione in Fiera e a Padova Uno, sul raddoppio del binario dell'Interporto, indispensabile per supportare la crescita dei traffici e valorizzare l’investimento nelle nuove gru a portale. Nodi decisivi non solo per il futuro del sistema Padova, ma integrati in una visione organica, di rango metropolitano che riguarda lo sviluppo, la competitività e l’attrattività di tutto il Veneto centrale, che ridisegna la mobilità intermodale del quadrante Est quindi a servizio del nuovo Policlinico universitario e rilancia, mi auguro definitivamente, il completamento di un’opera di cui oggi avvertiamo tutta l’urgenza funzionale per connessioni rapide, sostenibili e di area vasta, come il Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr). È un esito istituzionale e un punto di chiarezza lungamente atteso, fortemente voluto e sostenuto in ogni modo e in ogni sede da Assindustria Venetocentro, e dalle categorie economiche attraverso l’ente camerale, a cui dovrà seguire altrettanto lavoro di squadra per le risorse necessarie».

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