Il cantiere per mettere in piedi la nuova Alitalia pubblica è pronto a partire

Dalla prossima settimana, ha annunciato la ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli, i quattro ministri coinvolti (Mit, Mef, Mise e Lavoro) si confronteranno sul decreto per la costituzione della nuova società

Roma - Il cantiere per mettere in piedi la nuova Alitalia pubblica è pronto a partire. Anche se per il decollo si prospettano tempi più lunghi del previsto. In base all'iter fissato dal decreto agosto sembra infatti difficile che si possa partire prima di gennaio 2021. Intanto la gestione commissariale continua a portare avanti l'operatività facendo i conti con l'effetto coronavirus, e tra calo della domanda e restrizioni, rinvia la ripresa di alcune rotte di lungo raggio. Con il risultato che il mercato redditizio su cui tutti dicono di voler puntare, resta di fatto al palo. Per settembre erano infatti stati annunciati la ripresa del collegamento diretto con Buenos Aires e l'attivazione della rotta tra Roma e Tokyo Haneda ma, secondo quanto si apprende, è stato deciso uno slittamento al mese di ottobre (per l'apertura di Tokyo Haneda si tratta di un nuovo rinvio, era prevista a metà agosto). Ma tutto resta legato all'andamento delle restrizioni decise dai vari paesi per il Covid. E poi c'è da considerare il calo della domanda, che sull'intercontinentale raggiunge (in base ai dati di luglio, ma agosto segue il trend), il -95/97%. Il risultato è che Alitalia oggi copre solo due rotte di lungo raggio (New York con un volo giornaliero e Boston con due voli a settimana), per un totale di 20 voli a settimana, contro i 240 dell'agosto 2019. E la situazione resta critica anche sul nazionale, dove nonostante si registri qualche minimo segnale di ripresa, il calo della domanda è del -40%. In questo quadro, intanto, sembra finalmente pronto a partire il lavoro del Governo per definire i contorni della newco.

Dalla prossima settimana, ha annunciato la ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli, i quattro ministri coinvolti (Mit, Mef, Mise e Lavoro) si confronteranno sul decreto per la costituzione della nuova società. Una volta fatta la newco, che avrà una dotazione inziale di 20 milioni, in base all'iter fissato dal decreto agosto, entro 30 giorni il cda della nuova società dovrà redigere e approvare il nuovo piano industriale (piano di «sviluppo e ampliamento dell'offerta, che include strategie strutturali di prodotto», è l'indicazione del dl), per essere poi trasmesso alla Commissione Ue per le valutazioni di competenza e alle Camere per il parere. Dopodiché finalmente la nuova Alitalia potrà volare: ma sembra difficile che questo possa avvenire prima della fine dell'anno. E tra gli addetti ai lavori si parla addirittura di marzo, considerando che il dossier, come altri che sono sul tavolo del Governo, potrebbe essere rallentato dalle frizioni interne alla maggioranza, che a fine settembre sarà alle prese anche con elezioni e referendum. Intanto, «le linee guida del piano industriale che come governo avevamo abbozzato stanno diventando sempre più approfondite», assicura la ministra De Micheli. Ma il lavoro per redigere il piano, che dovrà disegnare i contorni della nuova compagnia su occupazione, questione finanziaria, flotta e rotte, non si preannuncia facile.
Con i sindacati che già di fronte alle prime indiscrezioni (che parlavano di 70 aerei e 4 mila esuberi) hanno espresso il loro totale disaccordo. I numeri su cui si starebbe ragionando, secondo quanto si apprende, sono di ridurre la flotta a 75 aerei (da 113), con circa 2.500 esuberi. Vannno poi considerati i molti altri nodi sul tavolo, dalle alleanze (con le voci di nuovi contatti con Lufthansa), agli aerei nuovi da acquistare, fino alla cig (che oggi coinvolge oltre 6.800 dipendenti) in scadenza il 31 ottobre. A rendere la situazuione ancora più incerta, infine, il fatto che i vertici della newco, l'a.d. Fabio Lazzerini e il presidente Francesco Caio, sono ancora in attesa dell'incarico formale.

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