Super-diga di Genova, ecco come si svilupperà il débat public / VIDEO

Con la nuova diga si punta al raddoppio dei container a Sampierdarena, portando il traffico da 1 a 2 milioni di teu, anche se Roberto Traversi, il sottosegretario ai porti dei 5Stelle, promette di studiare la modalità con cui si è arrivati a definire questo futuro boom.

di SIMONE GALLOTTI

Bucci: «La nuova diga è un investimento per il Nord Europa"

Genova - Quando scandisce bene «non lasceremo nulla di intentato» le orecchie dei presenti si tendono, per soppesare le parole della ministra Paola De Micheli in collegamento da Roma. Spiega che l’opera è blindata e non ci devono essere dubbi sulla sua realizzazione: «Attenderemo l’esito della discussione di questi giorni e con un atto amministrativo completeremo il finanziamento della diga, insieme al contributo già previsto dall’Autorità portuale». Significa che toccherà al dibattito pubblico partito ieri fare le considerazioni sulla scelta migliore del progetto della nuova del porto di Genova, poi si passerà alla fase operativa. Otto anni per la realizzazione, di cui un anno per la progettazione e sette per la costruzione. La prima fase funzionale, come viene chiamata nelle slide di Technital, il colosso che ha vinto la gara per costruirla, costerà tra i 750 e i 950 milioni.

Sin qui i costi sono coperti, nel ragionamento della ministra: 500 milioni arrivano dal Recovery Plan, il resto, come conferma il presidente del porto Paolo Signorini, lo metterà l’Authority. Ma servono 1,3 miliardi per completare l’opera. Ed è qui che arriverà in soccorso la ministra, con un semplice atto amministrativo. «Siamo più tranquilli» spiega Signorini che incassa così l’appoggio di Roma.

«La diga per noi è un investimento strategico - dice ancora la ministra -. Non c’è solo il Recovery Fund, insomma». E spiega ancora che in Liguria arriveranno «quasi 20 miliardi fra infrastrutture, mobilità e portualità. È una scelta strategica di riconoscimento del ruolo di questa regione, perché la portualità ligure è la porta del Mediterraneo». Per il governatore Giovanni Toti «è un momento storico: la nuova diga è un prerequisito perché tutto quello che stiamo costruendo a monte vada a sistema e possa essere sfruttato al 100% delle proprie possibilità. Non farla renderebbe meno efficaci e produttive le grandi somme di denaro già investite per attrezzare una logistica a terra che nei prossimi anni sarà competitiva con le migliori logistiche d’Europa». Il sindaco Marco Bucci allarga lo sguardo: «Non è un investimento solo per Genova, ma per la Liguria, l’Italia e il Nord Europa».

Con la nuova diga si punta al raddoppio dei container a Sampierdarena, portando il traffico da 1 a 2 milioni di teu, anche se Roberto Traversi, il sottosegretario ai porti dei 5Stelle, promette di studiare la modalità con cui si è arrivati a definire questo futuro boom. Se a Genova regna la pace istituzionale, a Roma il clima è diverso. Raffaella Paita, presidente della commissione trasporti, mena fendenti: «Abbiamo fatto bene a chiedere una correzione di linea sui finanziamenti alla diga e l’abbiamo ottenuta. Ora servono i commissari delle opere: aspettiamo da sei mesi».
Sui porti intanto la ministra annuncia «il ricorso alla Corte europea contro la decisione di Bruxelles di tassare i porti italiani» e spegne l’entusiasmo degli armatori per il rinnovo della flotta con i soldi del Recovery: «Ma li metteremo noi e faremo anche più velocemente». —

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