«Il cargo aereo è penalizzato, serve un vettore nazionale»

Genova - «L’Italia è il quinto Paese per volume di merci movimentate in Europa, ma il suo principale aeroporto cargo, Malpensa, è soltanto nono in Europa», spiega Alessandro Albertini, presidente di Anama, l’associazione nazionale degli agenti merci aeree. In una recente audizione di fronte alla commissione Trasporti della Camera, Albertini ha spiegato ai deputati come questa situazione penalizzi i produttori italiani che utilizzano il cargo aereo

di Alberto Ghiara

Genova - «L’Italia è il quinto Paese per volume di merci movimentate in Europa, ma il suo principale aeroporto cargo, Malpensa, è soltanto nono in Europa», spiega Alessandro Albertini, presidente di Anama, l’associazione nazionale degli agenti merci aeree. In una recente audizione di fronte alla commissione Trasporti della Camera, Albertini ha spiegato ai deputati come questa situazione penalizzi i produttori italiani che utilizzano il cargo aereo, dovendo troppo spesso rivolgersi a aeroporti esteri: «Oltre il 30% delle merci aeree esportate e importate dalle nostre aziende utilizza altri aeroporti europei». I più gettonati sono Francoforte, Amsterdam e Parigi. Si tratta di cifre importanti, considerando che l’export italiano vale 480 miliardi di euro e che il 26% di questo valore viaggia in aereo. Il 2020 ha visto una forte riduzione dei traffici, ma, come dice ancora Albertini, «ci sono tutte le evidenze, secondo i dati della Iata, che il cargo aereo avrà una rapida ripresa nel 2021-2022 e che nel 2023 si tornerà ai livelli pre-Covid-19».

I problemi che provoca lo scarso utilizzo di Malpensa ai prodotti italiani sono diversi, dai costi di trasporto maggiorati al cadere vittime del protezionismo delle compagnie aeree estere. L’impatto si sente sulla competitività del made in Italy e quindi sull’occupazione del Paese. Per questo Anama ha sollecitato i parlamentari sulla necessità di avere un vettore di bandiera attivo nel trasporto aereo di merci. Significativo in questo senso il comportamento di altre compagnie europee: «Nel periodo del beaujolais - racconta Albertini - Air France dedica tutti i propri voli a questo prodotto. Più noi riusciamo a tenere in casa il trasporto aereo, più abbassiamo i costi delle nostre merci, perché non dobbiamo pagare lunghi viaggi in camion, e riduciamo anche il time-to-market», ossia il tempo di inoltre sul mercato. La differenza fra partire da Malpensa o da Francoforte sono due giorni di viaggio, che possono essere fondamentali non soltanto per prodotti deperibili tipici dell’Italia, come le mozzarelle, ma anche, a esempio, per l’abbigliamento: «Gli operatori di questo settore conoscono l’importanza di arrivare in vetrina due giorni prima rispetto ai concorrenti francesi». Anama sta seguendo con attenzione il progetto della nuova Alitalia di puntare sul cargo aereo. «Il timore però - spiega Albertini - viene dall’Unione europea, che ha detto che Ita deve fare una gara per acquisire Alitalia».

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