Arrivano i commissari, sbloccate opere per 83 miliardi

Roma - Avranno il compito di assicurare la realizzazione di 57 opere pubbliche per un valore di circa 83 miliardi e un impatto occupazionale che nel 2025 arriverà a valere 100 mila posti di lavoro. Sono i 29 commissari straordinari ai quali il governo ha affidato oggi il difficile compito di gestire progetti e lavori impantanati da anni nella palude della burocrazia. Per i porti ci sono Pasqualino Monti, Paolo Emilio Signorini e Luciano Guerrieri

Roma - Avranno il compito di assicurare la realizzazione di 57 opere pubbliche per un valore di circa 83 miliardi e un impatto occupazionale che nel 2025 arriverà a valere 100 mila posti di lavoro. Sono i 29 commissari straordinari ai quali il governo ha affidato oggi il difficile compito di gestire progetti e lavori impantanati da anni nella palude della burocrazia. Si tratta di 16 infrastrutture ferroviarie, 14 stradali, 12 caserme per pubblica sicurezza, 11 opere idriche, tre infrastrutture portuali e una metropolitana e potranno avere un ruolo determinante per abbattere il divario infrastrutturale del nostro Paese e ancora di più quello tra Nord e Sud: la parte più consistente degli interventi, infatti, sarà concentrata proprio al Mezzogiorno, con 36,3 miliardi impegnati mentre quelli per il Centro Italia valgono circa 24,8 miliardi e quelli per il Nord 21,6.

Si tratta di opere già finanziate per circa 33 miliardi di euro ai quali dovranno essere aggiunte ulteriori risorse europee e nazionali, compreso il Next Generation Eu. I tempi saranno certi, assicura anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi: «Sono sicuro che andrete a controllare: il ministro delle Infrastrutture e della mobilità, Enrico Giovannini, ed io, siamo certi delle date e la certezza viene dal fatto che le procedure per le aperture sono state compiute o saranno compiute». I cantieri partiranno subito: secondo le previsioni nel 2021 se ne apriranno 20, 50 nel 2022 e 37 nel 2023. L'impatto occupazionale sarà in media di 68 mila posti all'anno che diventeranno 118 mila nel 2025. Per accelerare i tempi un accordo sindacale ha previsto la possibilità di lavorare 24 ore su 24 e l'avanzamento delle opere sarà monitorato trimestralmente dal ministero.

Ai commissari spetterà un ampia capacità decisionale aldilà dei vincoli previsti dal Codice degli appalti e da altre normative, una strada che però si vuole evitare che sia imboccata troppo di frequente. Annunciando presto un nuovo elenco di opere da commissariare che sarà definito entro giugno infatti, Giovannini ha sottolineato che «bisogna ricordare che il commissariamento è un atto straordinario» e che si sta lavorando a interventi normativi e procedurali per ridefinire le regole per la realizzazione delle infrastrutture, a partire già da quelle previste nel Piano nazionale di Ripresa e resilienza. Intanto però il tempo stringe e quindi per garantire la realizzazione di queste 57 infrastrutture è previsto che l'approvazione dei progetti da parte dei commissari, d'intesa con i presidenti delle regioni territorialmente competenti, «sostituisca a effetto di legge ogni autorizzazione, parere, visto e nulla osta occorrenti per l'avvio o la prosecuzione dei lavori», eccezion fatta per i vincoli legati alla tutela ambientale e dei beni culturali e paesaggistici, «per i quali è definita una specifica disciplina».

In dettaglio gli investimenti in infrastrutture ferroviarie valgono circa 60,8 miliardi, le strade 10,9, i presidi di pubblica sicurezza 528 milioni, le opere idriche 2,8 miliardi, le infrastrutture portuali 1,7 miliardi, la metropolitana 5,9 miliardi. Tra le opere ferroviarie ci sono le linee alta velocità-alta capacità Brescia-Verona-Padova, Napoli-Bari, Palermo-Catania-Messina; il potenziamento delle linee Orte-Falconara e Roma-Pescara; la chiusura dell'anello ferroviario di Roma; il potenziamento con caratteristiche di AV della direttrice Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia. Tra le opere stradali principali rientrano: la strada statale Ionica 106; la E 78 Grosseto-Fano; la SS 4 Salaria e la SS 20 del Colle di Tenda; la SS 16 Adriatica; la SS 89 Garganica. I presidi di pubblica sicurezza verranno realizzati a Palermo, Catania, Reggio Calabria, Crotone, Napoli, Bologna, Genova e Milano. Gli altri interventi riguardano l'Acquedotto del Peschiera e numerose dighe in Sardegna, i porti di Genova, Livorno e Palermo, dove sono stati nominati commissari i rispettivi presidenti: Paolo Emilio Signorini (per la diga foranea), Luciano Guerrieri (per la Darsena Europa) e Pasqualino Monti (per il porto di Palermo).

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