Transizione green, sostegno alle imprese, oneri impropri: le richieste dei corrieri al governo Draghi

La presidente di Aicai Nazzarena Franco chiede l’avvio di un tavolo di confronto, guidato dal Mims con tutti gli stakeholder pubblici e privati (operatori della logistica, produttori di veicoli, produttori e distributori di energia, Mite, amministrazioni locali)

Roma – I corrieri aerei espressi internazionali chiedono al governo rassicurazioni su due punti fondamentali del Pnrr: “In merito alla transizione ecologica della logistica, in particolare dell’ultimo miglio – si legge in una nota – auspicano lo stanziamento di risorse finanziarie per il rinnovo del parco veicolare e le infrastrutture di rifornimento, una programmazione industriale adeguata e una normativa coerente anche a livello locale; in merito alla competitività rispetto agli altri Paesi europei propongono l’azzeramento degli oneri impropri della regolazione. Due temi caldi su cui da mesi Aicai (che riunisce i corrieri aerei espressi Dhl, Fedex, Ups) si sta confrontando nei tavoli ministeriali e nelle commissioni parlamentari e che ora ribadisce alla luce dei provvedimenti annunciati dal presidente Mario Draghi”.

Sui pochi fondi Next Generation EU direttamente destinati alla transizione ecologica della logistica, in particolare dell’ultimo miglio, e su tutti gli altri fondi che saranno necessari per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del 2030, la presidente di Aicai Nazzarena Franco chiede “l’avvio di un tavolo di confronto, guidato dal Mims con tutti gli stakeholder pubblici e privati (operatori della logistica, produttori di veicoli, produttori e distributori di energia, Mite, amministrazioni locali) e sottolinea”.

“Siamo in presenza di una grande opportunità di crescita per il Paese e sono necessari, quindi, azioni concertate volte a valorizzare un’industria di fondamentale rilevanza durante la pandemia e oggi per la ripresa del Paese. In particolare, rispetto alla necessità di rinnovare le flotte dei veicoli e creare le infrastrutture di ricarica dedicate, è fondamentale allineare le regole dettate dalle amministrazioni locali alla reale evoluzione del parco industriale dei veicoli. Sulle risorse – prosegue Franco - notiamo che mentre gli investimenti in generale su energie rinnovabili, mobilità delle persone e altri settori prioritari come digitalizzazione delle pmi hanno ricevuto la giusta attenzione, per il settore sono ancora molto limitati, rispetto alle esigenze poste dalla transizione ecologica del settore. I corrieri sono strategici per la crescita e l’internazionalizzazione delle pmi. Da sempre si impegnano nel miglioramento della sostenibilità della flotte air & road, attraverso l’investimento costante in nuovi veicoli su gomma e velivoli a basso impatto ambientale nel rispetto della neutralità tecnologica e sono pronti a fare la loro parte, ancor di più nel contesto di supporto alla ripresa, ma la sostenibilità degli investimenti va alimentata con meccanismi premianti e incentivanti e ponendo adeguata attenzione alle infrastrutture di supporto”.

Passando al tema della competitività delle imprese in Italia rispetto agli altri Paesi Europei, la presidente torna nuovamente a chiedere l’abolizione dei contributi richiesti ai corrieri aerei espressi (i cosiddetti “oneri impropri”) che secondo Franco “limitano la competitività delle imprese italiane. Chiediamo quindi al governo che all’interno del pacchetto di riforme che si stanno portando avanti sia previsto anche il loro taglio che rappresenta un’imposizione, unica in Europa per gravosità. Un esempio su tutti è rappresentato dall’obbligo di contribuzione annuale alle spese di funzionamento dell’AgCom che risulta essere il più elevato in Europa: solo 3 Stati membri impongono tale onere ai corrieri aerei espressi – per tutti gli altri settori il finanziamento è a carico del bilancio pubblico – e solo in Italia l’ammontare del prelievo annuale è particolarmente significativo: dal 2019 è pari all’1,35 ‰ dei ricavi realizzati dalla vendita di servizi postali; tale costo viene addirittura duplicato sulle aziende che appartengono alla filiera e il fatturato di una singola spedizione viene tassato ad ogni passaggio. Al contributo AgCom si somma il contributo alle spese di funzionamento dell’Art, (0,6‰ del fatturato), che innegabilmente rappresenta una duplicazione di oneri. In generale sono contributi assai pesanti che non sono stati minimamente alleggeriti in questo ultimo periodo di crisi pandemica ed economica e che non trovano comunque riscontro in un’effettiva attività di regolamentazione. Inoltre sono stati progressivamente inaspriti e aumentati dal momento dell’istituzione delle Autorità stesse (cioè Art, l’Autorità di regolazione dei trasporti, AgCom l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Affinchè gli sforzi del governo siano amplificati – conclude la presidente Nazzarena Franco - è necessario che si liberino queste risorse a favore di investimenti a supporto della transizione ecologica e della competitività delle aziende del nostro Paese su cui in ultima analisi gravano questi oneri”.

Sul fronte delle tecnologie – secondo la presidente – “valutiamo positivamente l'attenzione data dal Pnrr alla promozione di tecnologie nuove come l’idrogeno, ma soprattutto di quelle già esistenti come il biometano o l’elettrico. Riteniamo siano utili un’efficiente struttura energetica di rifornimento, ma soprattutto meccanismi incentivanti per l'adozione di tali soluzioni nell’ambito della logistica, ad esempio favorendo l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici anche negli hub. Per quanto riguarda gli ingenti investimenti sull'idrogeno – positivi anche questi – si può rimarcare la necessità di un principio di attenta pianificazione nella costruzione della supply chain; è importante che si favorisca lo sviluppo coordinato di tutte le tecnologie green indicate come strategiche nel Pnrr, evitando squilibri o discriminazioni. La transizione che giustamente si vuole perseguire è un processo che ha un orizzonte lungo e quindi va accompagnata non solo dalla gradualità – che garantisce la convivenza ed integrazione fra tecnologie esistenti e future – ma anche da una maggiore chiarezza sulla riforma normativa della fiscalità energetica in modo da sostenere tutti gli stakeholder - anche privati - che sono poi chiamati ad investire nei nuovi mezzi”.

Da parte della presidente c’è infine un giudizio positivo sulla riforma della PA e sulla legge della concorrenza “che rappresentano un ottimo framework normativo. Bene gli sforzi per ridurre l’eccesso di regolazione attraverso la semplificazione e riduzione degli adempimenti amministrativi e la ricognizione e riduzione del gold-plating. Si spera che, al contrario di quanto avviene oggi, ciò spinga le amministrazioni pubbliche a fissare sempre e solo i livelli minimi, strettamente necessari, di regolazione previsti dalle direttive europee, al fine di non gravare le imprese e i cittadini di oneri e costi aggiuntivi non giustificati da reali esigenze dei mercati”.

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