«Il piano di Summa per Piaggio Aerospace: così faremo del P180 la Tesla dei cieli» / INTERVISTA

Per Piaggio Aerospace si apre un nuovo capitolo. Il fondo svedese Summa Equity torna in pista in cordata con Phase Motion Control e con nuovi capitali freschi, determinato a fare del P180, il velivolo di punta della società aeronautica italiana, la “Tesla dei cieli”

di Gilda Ferrari

Genova - Per Piaggio Aerospace si apre un nuovo capitolo. Il fondo svedese Summa Equity torna in pista in cordata con Phase Motion Control e con nuovi capitali freschi, determinato a fare del P180, il velivolo di punta della società aeronautica italiana, la “Tesla dei cieli”. In questa intervista al Secolo XIX-the MediTelegraph, Reynir Indahl, managing partner e fondatore di Summa Equity, racconta chi è il fondo e quali progetti ha per il gruppo italiano presente in Liguria con stabilimenti a Villanova d’Albenga e Sestri Ponente.

Quanti capitali gestisce Summa e chi sono gli investitori?
«Il capitale totale è di circa quattro miliardi di euro, con 2,3 miliardi del Fondo III, il più grande in Europa, chiuso a gennaio. Summa investe in aziende che forniscono risultati positivi per la società, socialmente o ambientalmente, si impegna affinché le proprie aziende promuovano gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Abbiamo il sostegno di investitori alla ricerca attiva di fondi di investimento che funzionano secondo i principi Esg, environmental, social and governance».

Qualche esempio?
«Fondi pensione ed enti. Alcuni investitori di Summa sono il fondo pensionistico CpPib, il fondo pensionistico svedese Ap1, Lgt, l’Università del Michigan, Pantheon».

Quanti investimenti avete realizzato sinora?
«Abbiamo realizzato 22 investimenti. Le società del nostro portafoglio risiedono nei Paesi Nordici, negli Stati Uniti e in Germania. Abbiamo investito in Norsk Gjenvinning, il più grande fornitore di servizi ambientali e di riciclo della Norvegia. In Sortera, una delle più grandi aziende di rifiuti e riciclaggio della Svezia. Nella Olink Proteomics, una compagnia scientifica svedese».

Che cosa è il Fondo III e in cosa è diverso dagli altri capitali gestiti da Summa?
«Il Fondo III si concentra sull’impatto ambientale e sociale come il Fondo I e il Fondo II, ma ora abbiamo il mandato di investire anche a livello internazionale».

In quali circostanze siete venuti a conoscenza di Piaggio Aerospace e perché ha suscitato il vostro interesse?
«Poiché l’industria aeronautica non ha un percorso credibile per le emissioni zero, era già da qualche tempo che ci interessavamo all’aviazione sostenibile. Abbiamo fatto un investimento in Zeroavia insieme alla Breakthrough Energy Ventures di Bill Gates: sta sviluppando un trasmissione a idrogeno per l’industria aeronautica. E visto che eravamo attenti al tema, siamo stati presentati a Marco Venturini e alla sua Phase Motion Control, che è leader nel settore dei motori elettrici e nello sviluppo di motori elettrici per l’industria aeronautica, tra cui Heart Aviation in Scandinavia».

Piaggio ha in pancia commesse pubbliche, ma non è sul mercato da molto tempo. Pensa possa tornare sul mercato, con quale prodotto?
«Il P180 è l’aereo più efficiente ed ecologico della sua classe, credo sia la migliore piattaforma esistente per la creazione di una “Tesla del cielo”. Anche Tesla ha iniziato il suo viaggio con l’immissione di una trasmissione elettrica su un telaio esistente da Lotus. Vediamo lo stesso potenziale nell’utilizzo delle piattaforme che ha Piaggio. Vogliamo investire nell’attuale P180: è il più ecologico ed esiste un mercato crescente di clienti sempre più attenti all’ambiente. Vogliamo guidare la transizione verde verso un aeromobile a emissioni zero, grazie alla partnership con Phase Motion Control e Zeroavia. Investiremo nell’organizzazione italiana, stiamo collaborando con un dirigente che può diventare ad. Piaggio può diventare un protagonista a livello internazionale».

Quali criticità non vi hanno permesso di presentare offerta vincolante al termine della prima gara?
«Non possiamo commentare la procedura».

Quali sono le nuove condizioni che vi hanno riportato in pista per Piaggio?
«Intratteniamo un dialogo continuo con il commissario, ma non possiamo commentare».

Presenterete offerta vincolante questa volta?
«Piaggio è una grande azienda e una piattaforma per guidare il cambiamento nel settore dell’aviazione. Non posso commentare oltre».

Siete interessati ad acquistare tutta la società o solo alcuni asset?
«Abbiamo un piano industriale per l’azienda nella sua interezza».

Quanto vale il piano, in termini di investimenti? Cosa prevede? Intendete farvi carico di tutti i dipendenti?
«Abbiamo l’ambizione di rendere Piaggio una “Tesla dei cieli”: è un’ambizione audace e richiederà grandi investimenti. Abbiamo un capitale significativo in Summa, ma dipenderemo anche da alcuni fondi governativi e dell’Unione europea per realizzare la piena transizione verde. Il nostro piano è quello di far crescere Piaggio Aerospace con l’Italia come base, prevediamo di mantenere l’organizzazione attuale e quindi di espanderla nei prossimi anni».

Avete fatto altri investimenti in Italia? State guardando ad altre opportunità?
«I nostri partner del consorzio italiano sì, per Summa Equity questo sarebbe il primo investimento in Italia. L’Italia è una nazione leader nel settore dell’aviazione: la competenza in materia di progettazione e ingegneria e il know-how industriale nell’aviazione è fantastico. Esamineremo ulteriori investimenti all’interno di questo ecosistema italiano, per portare avanti il nostro obiettivo di transizione aerea nell’ambito di una rete industriale a zero emissioni di carbonio».

Cosa pensa dell’Italia? A suo avviso, è un buon Paese in cui investire?
«Quello che abbiamo visto finora in termini di competenze ed esperienza in questo settore è molto positivo. Sembra che il governo italiano stia fissando anche obiettivi su come investire in un futuro verde. Quindi speriamo che l’Italia sia un buon Paese dove sviluppare un player leader a livello internazionale».

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