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Vado, la Fiom all'Alstom: «Più assunzioni»

Vado Ligure - Il nuovo corso per lo stabilimento vadese, che da oltre un secolo sforna le più importanti locomotive per le ferrovie italiane, è al centro dell’interesse dei sindacati. Dopo gli anni di crisi, gli scenari di sviluppo prospettati hanno attirato l’interesse del sindacato

Giovanni Vaccaro
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Vado Ligure - Il nuovo corso per lo stabilimento vadese, che da oltre un secolo sforna le più importanti locomotive per le ferrovie italiane, è al centro dell’interesse dei sindacati. Dopo gli anni di crisi, gli scenari di sviluppo prospettati da Michele Viale, direttore generale di Alstom in Italia e presidente e ad di Alstom Ferroviaria, hanno attirato l’interesse del sindacato che ora chiede maggiori stabilizzazioni: «Il sito ora è carico, ossia ha le maestranze interamente impegnate al lavoro - spiega Andrea Mandraccia, segretario Fiom Cgil- ma siamo in attesa di capire meglio i dettagli dei piani futuri, come l’investimento per costruire un nuovo capannone destinato alle grandi manutenzioni. È in corso l’iter per l’acquisto dei terreni, che sono proprio adiacenti alla fabbrica, e l’investimento è stato autorizzato dai vertici del gruppo sulla base della legittima aspettativa del cofinanziamento da parte del Mise. Però manca ancora il via libera definitivo».

Alstom ha deciso che l’impianto di Vado sarà il centro produttivo delle locomotive destinate al mercato italiano, ma i sindacati spingono per ottenere ancora qualcosa: «Le Traxx Dc3 per il mercato italiano non danno carichi di lavoro esaustivi – aggiunge Mandraccia -sarebbe meglio produrre anche per altri Paesi. Sappiamo che Germania, Austria e Svizzera fanno capo agli stabilimenti tedeschi, la Francia viaggia per conto proprio. Ora c’è il problema della Russia, ma chiederemo all’azienda di pensare per Vado a un mercato di riferimento maggiore».

Anche perchè il progetto del treno ad alta velocità V300 Zefiro entro l’anno tornerà in carico esclusivo a Hitachi Rail Italy: «Entro fine mese incontreremo i responsabili delle risorse umane e il settore produzione –conclude il segretario Fiom- dobbiamo capire quali prospettive ci siano dal 2023: auspichiamo che si cominci a parlare di stabilizzazioni e di nuove assunzioni. Il treno a idrogeno all’inizio impegnerà solo qualche centinaio di ore, ma in prospettiva è importante che Vado sia coinvolto».

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