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Bolla (Ryanair): "Lavoriamo per portare la base a Genova"

Dalla fine di ottobre le rotte di Ryanair collegate dall’aeroporto di Genova saliranno a 13, con il nuovo volo per Dublino, andando a rafforzare un legame che risale al 1999. E anche il country manager Italia di Ryanair, Mauro Bolla, 41 anni, svela il suo legame con la Liguria

Monica Zunino
2 minuti di lettura

Genova - Dalla fine di ottobre le rotte di Ryanair collegate dall’aeroporto di Genova saliranno a 13, con il nuovo volo per Dublino, andando a rafforzare un legame che risale al 1999. E anche il country manager Italia di Ryanair, Mauro Bolla, 41 anni, raccontando sviluppi e prospettive della compagnia irlandese nel capoluogo, dove si sta lavorando per un ulteriore sviluppo, che non esclude l’apertura di una nuova base all’aeroporto Cristoforo Colombo, svela il suo legame con la Liguria: cresciuto a Roma ma padre genovese, ha passato la giovinezza a Finale Ligure, dove aveva lavorato, alla Piaggio, il nonno.

Quali sono i numeri di Ryanair a Genova nella stagione estiva?
"L’attività è cresciuta del 350% per l’estate 2022 rispetto all’estate del 2019, pre-pandemia. Per l’anno fiscale 2023, che include quest’estate e il prossimo inverno ci aspettiamo di trasportare da e per Genova 630 mila passeggeri".

Su quali rotte?
"Abbiamo dodici rotte - sei nazionali e sei internazionali - che diventeranno 13 con l’inverno con l’aggiunta di Dublino, sei Paesi collegati, 45 frequenze settimanali cioè 90 voli a settimana. Una connettività importante e soprattutto interessante come incoming: la cosa che riesce a fare Ryanair sui territori è portare turismo in entrata, sviluppare una città su un network non solo di connettività regionale, che è fondamentale, ma soprattutto sul network europeo".

È l’estate della ripresa in Italia?
"Per l’estate 2022 Ryanair ha più di 90 aerei basati in Italia, 25 in più del prepandemia, estate 2019. Quindi oltre 730 rotte da e per l’Italia e una previsione di trasportare, fra l’estate e il prossimo inverno, 53 milioni di passeggeri da e per l’Italia. Tremila posti di lavoro diretti e 40 mila nell’indotto». Ryanair chiede al governo italiano di cancellare l’addizionale comunale fino al 2025".

Perché?
"Stiamo parlando di 6,50 euro per passeggero in partenza da ogni scalo italiano, 7,50 a Fiumicino e Ciampino. Sembra un importo piccolo ma la ripresa si fa con tariffe/costi sostenibili, e 6,50 euro per molti scali italiani rappresentano fino al 40-50%, del costo aeroportuale. Senza contare che di questi 6,50 euro, anche se si chiama addizionale comunale, alla municipalità non va quasi nulla, e non lo diciamo noi ma l’Associazione nazionale dei Comuni aeroportuali italiani. La promessa che abbiamo fatto al governo italiano è che nel momento in cui questa tassa sul turismo, che sta danneggiando la competitività degli aeroporti italiani rispetto a quelli europei, venisse rimossa fino al 2025, Ryanar sarebbe in grado di portare ulteriori investimenti per quattro miliardi di dollari, che tradotti sarebbero quaranta aeromobili aggiuntivi rispetto ai novanta già in base, altri 1.500 posti di lavoro e venti milioni di passeggeri in più all’anno".

Nel 2021 l’addizionale era stata sospesa.
"Il governo l’aveva sospesa per gli aeroporti sotto il milione di passeggeri in partenza, e quando è successo la compagnia a Genova, ad esempio, ha aperto sette nuovi voli: Brindisi, Bruxelles-Charleroi, Catania, Napoli, Bucarest e Palermo. Questo è stato l’impatto e i voli sono ancora qui. I numeri dimostrano che c’è stato un salto. Il post pandemia ha dato sicuramente una spinta per crescere maggiormente ma si potrebbe fare di più".

Progetti sull’aeroporto di Genova?
"Per Ryanair è un aeroporto importante che potrebbe fare di più. Lo ha detto anche il ceo della compagnia: Genova e Trieste oggi sono i due grandi scali italiani a cui manca una base Ryanair. Abbiamo una buonissima relazione con l’aeroporto stesso e con la Regione, stiamo lavorando e c’è potenziale per una futura base di Ryanair a Genova, ma tutto è soggetto alla necessità di essere competitivi, e ad avere gli strumenti anche a livello nazionale oltre che locale".

Gli italiani tornano a viaggiare dopo la chiusure causa coronavirus?
"Bisogna essere cauti ma si vede che c’è una voglia reale di estate: il booking è solido, le persone vogliono tornare a volare dopo due estati sostanzialmente di pausa forzata. C’è ancora un ambiente internazionale con delle incertezze, con la guerra in Ucraina, ma ad oggi non hanno un grosso impatto sulle prenotazioni".

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