Mims, via libera ai rimborsi sul carburante dei Tir

Il ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha firmato il decreto che consente alle imprese che operano nel settore dell'autotrasporto merci conto terzi di usufruire di un credito di imposta pari al 28% delle spese sostenute nel primo trimestre del 2022

Roma - Il ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha firmato il decreto che consente alle imprese che operano nel settore dell'autotrasporto merci conto terzi di usufruire di un credito di imposta pari al 28% delle spese sostenute nel primo trimestre del 2022, al netto dell'Iva, per l'acquisto di carburante impiegato su mezzi di categoria Euro 5 o superiore.

Così fanno sapere dal Mims. Il decreto definisce criteri e modalità per l'assegnazione delle risorse alle imprese beneficiarie (in attuazione del Dl n.50/2022). Lo stanziamento per il 2022 è pari a 497 milioni di euro. La domanda per accedere all'agevolazione va presentata attraverso un'apposita piattaforma predisposta dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Per fruire del credito di imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione, le imprese beneficiarie devono presentare il modello F24 unicamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dell'Agenzia delle Entrate, decorsi dieci giorni dalla trasmissione dei dati: "Un risultato considerevole per tutto il mondo dell'autotrasporto, un obiettivo centrato del quale daremo subito notizia a tutti i nostri associati. Oggi è un giorno importante per il mondo dell' autotrasporto, che da troppo tempo sta vivendo una situazione di difficoltà, tra il caro gasolio, la carenza di autisti, la necessità di stabilire regole comuni in Europa anche sul fronte della sicurezza" così il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè, che guida anche la Federazione degli Autotrasportatori Italiani (Fai), commenta la notizia relativa al decreto Mims. "Un esito per nulla scontato che premia l'impegno e la serietà di quelle associazioni del settore che hanno privilegiato la strada del dialogo rispetto a quella della protesta sterile e rumorosa - commenta Uggè -. Alla luce della sigla da parte del ministro diventa evidente come gli atteggiamenti negativi e le prese di posizione assunte in tutta questa vicenda da alcune minori sigle datoriali fossero strumentali e avessero obiettivi principalmente politici e di visibilità. Quella di oggi è la prova che nella maggior parte dei casi i risultati non si ottengono per contrapposizione, ma per dialogo. Ora si apre la fase di confronto sulle regole, tutt'altro che secondarià".

Di tutt'altro colore il commento di Trasportunito: "Se ci fosse stato bisogno di un'ulteriore prova dell'approssimazione con cui il Mims, si muove, ebbene questa prova si è manifestata e in modo clamoroso. In pieno disprezzo di qualsiasi logica di rapporti sindacali, ma specialmente della categoria degli autotrasportatori, la convocazione giunta dal ministero per la vigilia del fermo nazionale dei servizi, e cioè per venerdì 15 luglio, è giunta solo oggi. Questo rappresenta l'ennesima dimostrazione della superficialità e incompetenza con cui le istituzioni trattano il complesso tema dell'autotrasporto delle merci. Tra l'altro l'affannosa rincorsa di queste ore per distribuire i 500 milioni promessi quattro mesi fa non è altro che la conferma del totale caos istituzionale in atto".

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