"Il ministro sblocchi la Gronda: dopo 1.775 giorni il non fare costa"

Un appello al presidente del Consiglio Mario Draghi, ai parlamentari liguri e a tutte le istituzioni perché garantiscano la continuità del governo in carica. E un contagiorni in piazza De Ferrari, a Genova, per battere il tempo al ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini

di Annamaria Coluccia ed Emanuele Rossi

Genova - Un appello al presidente del Consiglio Mario Draghi, ai parlamentari liguri e a tutte le istituzioni perché garantiscano la continuità del governo in carica. E un contagiorni in piazza De Ferrari, a Genova, per battere il tempo al ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, perché chiuda l’iter della Gronda autostradale di Ponente. Sono due iniziative messe in campo dalla Camera di Commercio di Genova, che di fronte al precipitare della situazione politica nazionale, ha deciso di far sentire la voce delle categorie economiche della città per cercare di scongiurare una crisi di governo. Nella riunione di ieri, la giunta dell’ente presieduto da Luigi Attanasio, ha così deciso di inviare un appello a nome di tutte le associazioni di categoria rappresentate: "Genova e la Liguria, dopo anni di isolamento, sono finalmente al centro di un massiccio programma di investimenti in infrastrutture materiali e immateriali senza i quali - si legge nell’appello - l’economia di questo territorio non ha alcun futuro: questo programma non può e non deve subire rallentamenti o incertezze".

Di qui la richiesta "al Presidente del Consiglio, ai vertici delle istituzioni locali e a tutti gli onorevoli parlamentari liguri di mettere l’interesse di Genova e della Liguria al primo posto della loro agenda. Fra i tanti progetti strategici irrinunciabili per questo territorio - si sottolinea nel documento - vogliamo ricordare, a titolo di esempio, la Gronda di Genova, il cui iter amministrativo è stato perfezionato il 7 settembre 2017". E il ministro alle Infrastrutture Giovannini, "la cui firma rappresenta l’ultimo adempimento ancora necessario per sbloccare la cantierizzazione dei lavori, si è impegnato pubblicamente - si ricorda - a mettere il punto finale sull’ormai annosa questione entro il mese di luglio: la giunta della Camera di Commercio e tutte le associazioni che essa rappresenta sollecitano oggi una decisione pronta e positiva".

Proprio per questo nella sede della Camera di Commercio di De Ferrari, è stato acceso da ieri "il pannello luminoso visibile dalle finestre per contare i giorni trascorsi dall’approvazione del progetto, che ad oggi sono già 1775". Plaude all’iniziativa il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: "In Liguria stiamo lavorando senza sosta per realizzare i progetti entro i tempi dettati dall’Europa, non possiamo permetterci incertezze o rallentamenti. Anche la Gronda autostradale è un’infrastruttura irrinunciabile: le parole del ministro Giovannini sono state rassicuranti, per cui auspichiamo a brevissimo l’avvio della cantierizzazione che verrebbe messa pesantemente a rischio da una crisi di governo". Un appello a favore della continuazione del governo Draghi è stato fatto ieri anche da Liguria Futura, l’associazione culturale di Raffaella Paita e dell’ex segretaria generale Cisl Annamaria Furlan: "Il nostro auspicio e lavoro quotidiano è perché questo passaggio si risolva con la possibilità che il Presidente Mario Draghi resti a Palazzo Chigi. Questo è importante per il Paese ma anche per la Liguria, che è il territorio di cui ci occupiamo, perché nella nostra regione ci sono tanti progetti, a partire dal Pnrr, che devono essere portati avanti e che meritano una continuità nell’opera di governo".

La crisi agita tutti i partiti e anche in casa Pd si ragiona sul futuro prossimo. Ieri la corrente di Base riformista si è riunita a Genova (oltre 120 partecipanti) con i parlamentari Franco Vazio e Vito Vattuone e il coordinatore nazionale Alessandro Alfieri che ha ammonito il M5S: "Noi siamo per l’alleanza larga ma le azioni portano conseguenze". E il consigliere regionale Pippo Rossetti, portavoce della corrente in Liguria, invita il Pd a cambiare rotta: "Torniamo a dialogare con moderati e liberali, proponendo soluzioni".

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