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L'iniziativa

Autotrasporto, un’associazione per affrontare la qualità del lavoro

Si è tenuta sabato alla fiera Fusa Expo di Brescia la presentazione della nuova associazione Eta (Ethical Transport Approach), dedicata alla riqualificazione professionale degli autisti nei trasporti su gomma

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Le code in autostrada sono uno dei fattori di stress nel settore dell'autotrasporto

 

Brescia – Si è tenuta sabato alla fiera Fusa Expo di Brescia la presentazione della nuova associazione Eta (Ethical Transport Approach), dedicata alla riqualificazione professionale degli autisti nei trasporti su gomma. Il settore soffre di una grave carenza di organico perché guidare un camion non è ritenuto un lavoro attrattivo e questo dipende da diversi fattori: sussistono dei cliché sociali che non corrispondono più alla realtà di un’attività che richiede notevoli competenze tecnologiche e in tema di sicurezza, oltre a capacità necessarie per sostenere il livello di stress da gestire giorno e notte; inoltre, nella maggior parte delle aziende di trasporto commerciale, effettivamente la figura dell’autista non ha ancora il giusto riconoscimento.

Una scarsa considerazione che si sostanzia pure in una non sempre puntuale formazione e negli stipendi non adeguati. Occorre adottare nuovi parametri di gestione degli autisti, che prevedano più rispetto, più formazione, un nuovo approccio etico, e la Eta propone un preciso Decalogo.

L’associazione Ethical Transport Approach nasce a Brescia, per iniziativa di Emanuela Carpella e Giuseppe Lacorte, alla guida di due aziende di trasporti e rispettivamente presidente e vicepresidente Eta: "Riteniamo - dicono che questo percorso sia un imprescindibile punto di partenza per rilanciare un comparto strategico della nostra economia”.

Antonio Colaianni, responsabile dello sviluppo della Eta, spiega come l’associazione intenda portare la sostenibilità sociale nei trasporti, con azioni mirate a riqualificare la figura dell’autista, per migliorare la qualità del suo lavoro, la sua salute e la sicurezza stradale.

Ettore Pomarici, formatore per la Carta di Qualificazione del conducente (il documento necessario agli autisti professionisti) sottolinea le carenze normative: "Superato l’esame per avere la qualifica di conducente, l’autista dovrebbe seguire corsi di aggiornamento ogni cinque anni, ma non essendo prevista una prova finale, l’impegno viene eluso o vissuto come un fastidioso obbligo burocratico. Manca negli autisti stessi la consapevolezza dei propri diritti, non si parla di accordi collettivi per stabilire le regole della loro attività, non c’è interesse a conoscere l’esposizione ai rischi professionali per la salute. L’impressione è che manchi un’identità professionale. Gli autisti si adattano a situazioni non ben definite tra datore di lavoro e committenti. Appaiono a volte bravi improvvisatori… per sopravvivere”. “Il cambio di rotta nella logistica, promosso da Eta, è nell’interesse di tutto il tessuto produttivo italiano - evidenzia Agostino Crosti, professore a contratto al Politecnico di Milano in Diritto penale e etica dell’ingegnere industriale - perché la centralità della persona, oltre a essere uno dei principali valori della nostra Costituzione, è uno dei fondamenti del Made in Italy, che deve essere salvaguardato proprio con azioni imprenditoriali di valore sociale. Il Made in Italy poggia non tanto sugli aspetti tecnologici, quanto sull’apporto dell’essere umano nei processi produttivi; l’elevata qualità delle nostre produzioni, ancora riconosciuta a livello internazionale, discende infatti dalle competenze e dalla flessibilità del personale occupato nella nostra industria che, pur potendo contare, in molti casi, su strumenti di lavoro tecnologicamente meno avanzati rispetto ai concorrenti esteri, riesce ad ottenere risultati qualitativamente migliori. Un patrimonio inestimabile che va difeso con decisione e lungimiranza. Se non si attraggono più giovani disposti a lavorare, con passione e dedizione, nel comparto degli autotrasporti come in quello industriale, il rischio concreto è che il Made in Italy si dissolva, per carenza del suo fattore di successo: l’essere umano. Eta con Il decalogo lancia quindi una sfida decisiva, contribuendo a rifondare, in senso umanistico, non solo il trasporto su gomma, ma gli assetti dell’industria e della società del domani”.

IL DECALOGO
Ecco il Decalogo della Ethical Transport Approach:

Le persone al centro. I dipendenti delle aziende di logistica e trasporti svolgono un lavoro importante, spesso in condizioni pericolose e molto stressanti. È il momento di mettere al centro le persone che operano nel trasporto, l’autista e chi dirige l’organizzazione giornaliera, facendole sentire parte integrante dell’azienda e investendo in formazione professionale e immagine.

Inclusione e Accoglienza. Tutti i partner di Ethical Transport Approach fanno della diversità un punto di forza. L’impegno si nota anche nell’assunzione di presenze femminili, essenziali per contribuire a creare una nuova reputazione al ruolo dell’autista.

Coinvolgimento dei dipendenti. I partner includono autisti e corrieri nei processi decisionali così da mettere al centro i loro bisogni e rendere più semplice e piacevole il loro lavoro. Proprio per questo nella sede di ciascun partner dev’essere presente un’area dedicata agli incontri tecnici operativi.

Attenzione per il dipendente, per la salute e il benessere mentale. Le aziende partner si prendono cura dei propri dipendenti svolgendo controlli costanti, garantendo sorveglianza sanitaria e implementando corsi per la gestione dello stress, di educazione alimentare, di meditazione e di relazione umana.

Area relax. Le aziende che aderiscono al progetto Ethical Transport Approach mettono a disposizione nelle loro sedi aree dedicate all’accoglienza con ogni tipo di ristoro, creando un ambiente rilassante dove potersi riposare dopo lunghe ore al volante.

Formazione e training specifico. Ethical Transport Approach si impegna a verificare che tutti i membri forniscono ai propri dipendenti un’appropriata formazione professionale comprensiva di corsi specifici di aggiornamento e di sicurezza per essere preparati al meglio.

Controllo e manutenzione mezzi. Per garantire di lavorare sempre in completa sicurezza, le aziende che aderiscono al progetto si impegnano a controllare in modo costante e frequente tutti i mezzi della loro flotta, inserendo nel team una figura di riferimento per le opportune verifiche.

Fornitura di strumenti adeguati. Il lavoro di tutti i dipendenti è organizzato e gestito attraverso modelli e sistemi efficaci e efficienti, grazie anche alla fornitura di strumenti adeguati all’ottimizzazione delle attività quotidiane.

Basta con il cliché negativo del camionista. Tutti gli autisti, corrieri e autotrasportatori delle aziende partner Eta devono operare in divisa aziendale con il logo Ethical Transport Approach, come veri piloti. L’uniforme vuole rappresentare l’importanza del loro lavoro e della responsabilità che hanno sulla strada.

Retribuzione adeguata garantita. I partner del progetto si impegnano a pagare regolarmente i loro dipendenti dando loro una retribuzione adeguata per l’importante lavoro che svolgono.  

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