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Terzo valico, avanzano le gallerie: “Fine lavori a dicembre 2024”

Gli scavi delle gallerie del Terzo valico dei Giovi sono arrivati all’82% e ieri è stato abbattuto il diaframma nella galleria di valico fra Polcevera e Cravasco, che significa un tracciato di 11 chilometri senza interruzioni dall’imbocco da Genova

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La visita dell'ex premier Mario Draghi al Terzo Valico (Pambianchi - Freaklance)

 

Genova – Gli scavi delle gallerie del Terzo valico dei Giovi sono arrivati all’82% e ieri è stato abbattuto il diaframma nella galleria di valico fra Polcevera e Cravasco, che significa un tracciato di 11 chilometri senza interruzioni dall’imbocco da Genova, in corrispondenza del bivio Fegino, fino oltre la finestra di Cravasco: “Siamo tutti concentrati per finire i lavori entro dicembre 2024” dice il commissario dell’opera Calogero Mauceri.

La data resta confermata anche se l’avanzamento lavori ha subìto invece una frenata all’altezza di Arquata Scrivia con le talpe utilizzate per gli scavi ferme a causa del terreno inaspettatamente friabile: “Rispetto alla consegna dell’opera abbiamo ancora due anni buoni di lavoro in cui potrebbero esserci i tempi di recupero” precisa il commissario spiegando che i tecnici sono impegnati per concludere l’approfondimento tecnico del problema entro novembre, approntare le soluzioni entro dicembre e riprendere il lavoro al massimo a inizio gennaio. “Questione di settimane, forse di giorni, saranno firmati anche gli atti contrattuali per il completamento del nodo di Genova” che va a braccetto con il Terzo Valico che per Mauceri “è un po’ come se fosse un Canale di Suez che attraversa Appennini e Alpi e raggiunge il centro d’Europa, facendo risparmiare cinque giorni di navigazione. Un cambiamento epocale per le merci e anche per il traffico passeggeri e turistico perché Genova sarà collegata in un’ora a Milano e quindi alle linee di alta velocità di tutta Italia e del Nord Europa”.

Terzo valico da una parte, nuova Diga foranea dall’altra. Due investimenti che si completano nel disegno dello sviluppo del porto e delle sue relazioni con l’economia del Nord Ovest: “E insieme alla infrastrutture c’è un altro pezzo che potrebbe completare il quadro: la Zona logistica semplificata per il porto di Genova” aggiunge Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto, che con Regione Liguria e Propeller club ha promosso l’evento Shipping, Forwarding & Logistics Meet Industry, Seaside Edition che questa settimana all’Acquario di Genova ha fatto il punto proprio sullo sviluppo.

Approvata ma mai decollata perché non è arrivata la nomina del commissario, la Zls di Genova sembra più vicina alla partenza: “Aspettiamo che un decreto del Presidente del consiglio sposti la competenza dalle Autorità di sistema portuali alle Regioni. In un mese dovrebbe essere concluso l’iter, e potremo attivarci subito per concretizzare accordi e contatti con grandi realtà della logistica, dell’Ict e anche dell’economia verde. La presenza sul territorio di Zls e Zone economiche speciali ha un effetto moltiplicatore importante: ogni euro investito ne può produrre 2,5 euro. Diga, Terzo Valico e Zls, a cui si lega il progetto della Green Logistics Valley, una volta allineati sono fattori che possono riportare al centro dell'attenzione degli investitori internazionali il nostro territorio”.

Un quadro che sarebbe funzionale anche all’accorciamento delle catene logistiche: “Con pandemia e guerra ci siamo accorti che le rotte lunghe delle navi rendono più vulnerabile il nostro sistema logistico - spiega Alessandro Panaro, capo del dipartimento marittimo ed energia del Centro studi Srm - Le navi erano in ritardo (e terminal congestionati), perché arrivano da molto lontano, quindi dobbiamo attuare politiche attive di accorciamento delle catene logistiche, ma per far tornare aziende che si erano insediate in Cina con tassazione zero e basso costo del lavoro servono motivazioni forti: un porto e un sistema logistico efficiente, e un sistema di incentivazioni con Zes e Zls”.

IL TUNNEL SUBPORTUALE
“Sul tunnel subportuale di Genova - dice a margine del Forum Conftrasporto-Confcommercio di Roma Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia - stiamo avanzando, e tra pochi giorni credo che il Comune e l'Università, come è giusto che sia, avvieranno il processo di confronto con la cittadinanza: un dibattito pubblico. Noi però per quest’opera stiamo già sviluppando il progetto definitivo - prosegue Tomasi - e siamo pronti ad aprire le attività per questa importante opera di riqualificazione territoriale a marzo del prossimo anno".

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